Profitti ad alta quota

I titoli dei vettori Usa sono scesi a causa di una serie di problemi legali e di incidenti. Ma, dicono gli analisti di Morningstar, i bilanci sono in salute e i cali sono diventati un’opportunità di acquisto.

Marco Caprotti 23/10/2018 | 14:45
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Le turbolenze in Borsa del settore aereo Usa creano opportunità per gli investitori. L’indice S&P Airline Industry da inizio anno ha perso quasi il 7% (fino al 19 ottobre e calcolato in dollari). Nello stesso periodo il paniere principale ha guadagnato quasi il 10%.

Indice S&P Airline Industry
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Dati in dollari aggiornati al 19 ottobre 2018
Fonte: Morningstar Direct

I problemi dei vettori
Alla base delle discese dei titoli ci sono diversi fattori: accuse di aver creato un cartello dei prezzi con relative indagini della autorità; denunce per comportamenti razzisti; incidenti sul lavoro con esito mortale; guasti in volo. A questo si sono aggiunte le perdite derivanti da eventi atmosferici particolarmente gravi. American Airlines, ad esempio, ha perso 55 milioni di dollari a settembre a causa dell’uragano Florence che ha costretto il vettore a cancellare numerosi voli a settembre. “Nonostante questo le compagnie aeree sono più forti che mai”, spiega Vikram Barhat, analista di Morningstar. “E le discese dei titoli che si sono registrate rappresentano un interessante livello di acquisto”. Secondo le previsioni della International Air transport association (IATA) l’industria, a livello globale quest’anno avrà utili netti per 33,8 miliardi di dollari. Una parte consistente (circa il 44%) verrà registrato dai vettori nordamericani. Oltre Atlantico il settore, intanto, sta cambiando. “Il consolidamento degli anni scorsi ha portato l’80% del mercato Usa nelle mani di pochi player”, spiega l’analista. “Questo, in parte, ha ridotto l’eccesso di offerta che storicamente ha sempre pesato sui conti delle società aeree americane. In questo modo sono migliorati i margini di guadagno”.

Petrolio e lavoro
Nel frattempo gli investitori non devono perdere di vista due elementi fondamentali, quando si parla di vettori: il costo del petrolio e quello del lavoro. “Le due voci, insieme, rappresentano circa il 50% delle spese operative delle maggiori società aeree Usa”, dice l’analista. “La questione è delicata. Le nostre previsioni parlano di un prezzo del Brent a 60 dollari (contro i circa 79 dollari di questi giorni, Ndr). In questo caso ci sarebbe un miglioramento dei margini di guadagno delle compagnie. In una situazione del genere, tuttavia, i sindacati potrebbero chiedere salari maggiori per i dipendenti. Senza contare che, l’anno prossimo, ci saranno i negoziati per il nuovo contratto dei piloti e, in quella sede, potrebbero essere richiesti sostanziosi aumenti di stipendio per la categoria”.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.