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Hi-tech, occasioni fra le nuvole

Le valutazioni del settore sono tra le più alte del mercato. Non mancano, dicono però gli analisti di Morningstar, i titoli di qualità scambiati a prezzi convenienti. Microsoft e Salesforce.com, aggiungono, sono i nomi più interessanti e possono contare anche sui risultati ottenuti nel segmento cloud.

Francesco Lavecchia 04/09/2018 | 11:35
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Tecnologici americani troppo cari? Sì, ma non per questo poco interessanti. Il settore negli Usa ha guadagnato oltre il 30% negli ultimi 12 mesi in scia ai forti guadagni dei titoli raccolti nell’acronimo FAANG (Facebook, Amazon, Alphabet, Google). Ora è scambiato a un rapporto prezzo/fair value di 1,07 ma è ancora possibile trovare stock di qualità a prezzi vantaggiosi.

Il cloud rafforza il Moat di Microsoft
Microsoft, ad esempio, continua ad avere un margine di apprezzamento di circa il 10% in base alle stime degli analisti, nonostante il titolo sia salito del 32% nello stesso periodo. La performance è stata trainata dagli ottimi risultati riportati nel corso dell’esercizio che si è concluso con una crescita dei ricavi del 14%, spinta dalle vendite della sua piattaforma cloud Azure e dei servizi del pacchetto Office che hanno beneficiato del grande successo di Windows 10. Questo ha migliorato ulteriormente il margine operativo che è salito di oltre 200 punti base sfiorando quota 32%.

“Sotto la gestione del nuovo CEO Satya Nadella Microsoft si è affermato come il secondo player nell’industria del cloud computing alle spalle di Amazon. Questo, oltre a garantire una nuova fonte di reddito, permette di rafforzare la sua posizione di vantaggio competitivo nel segmento dei clienti business che potranno utilizzare i servizi offerti dall’azienda usando la nuova tecnologia del cloud”, dice Andre Lange analista azionario di Morningstar. “Dopo aver incorporato nelle nostre previsioni i futuri risultati di LinkedIn ci aspettiamo che il gruppo registri una crescita media dei ricavi del 10% e stimiamo un fair value pari a 122 dollari” (report aggiornato al 19 luglio 2018). 

Salesforce cavalca il trend dell'esternalizzazione
Salesforce.com ha corso ancora più veloce, guadagnando negli ultimi 12 mesi quasi il 60% ma, secondo gli analisti di Morningstar, non ha ancora finito la benzina. In base alle stime le azioni dell’azienda americana valgono al momento 175 dollari, circa il 13% in più rispetto alle ultime quotazioni di Borsa (report aggiornato al 29 agosto 2018). 

Salesforce.com è stata tra le prime aziende del settore a concepire - e dunque a produrre e a vendere - i software come singoli servizi da ritagliare sulle esigenze del cliente in modo da rendere più accessibili i costi per questi ultimi. Con il tempo il gruppo statunitense ha allargato il suo portafoglio di applicazioni estendendo il raggio d’azione a un ampio ventaglio di industrie e ha investito fortemente nella tecnologia del cloud computing, rendendo la sua offerta più facile da implementare e aggiornabile in maniera istantanea. L’azienda detiene una posizione di vantaggio all’interno del settore e a conferma degli elevati costi legati alla sostituzione di Salseforce.com con uno dei suoi competitor c’è il basso tasso di rescissione contrattuale da parte dei suoi clienti.  

“L’azienda ha riportato nel secondo trimestre ricavi per 3,3 miliardi di dollari e un utile per azione di 0,39 dollari. Risultati che sono andati oltre le nostre attese. Salseforce.com continuerà a beneficiare del trend di lungo periodo di esternalizzare i servizi di IT e prevediamo nei prossimi cinque anni una crescita media del fatturato del 19% e un’espansione del margine operativo dall’attuale 4% al 17%”, dice William Fitzsimmons di Morningstar.

Rapporto medio Prezzo/Fair value ultimo mese
Tecnologia 4092018

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia