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La frontiera si allontana un po’

I fondi dedicati ai mercati meno sviluppati nell’ultimo mese hanno perso mediamente quasi il 4%. A volte, dicono gli analisti di Morningstar, chi ha appetito per il rischio preferisce spostarsi comunque su asset un po’ più liquidi.

Marco Caprotti 06/06/2018 | 11:08
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I mercati di frontiera tirano il freno. La categoria Morningstar dedicata ai fondi che investono sui mercati non ancora emerging in un mese ha perso il 3,80% (in euro, fino al 4 giugno), portando a -1,76% la performance da inizio anno.

Andamento categoria Azionari mercati di frontiera

fron

Dati in euro aggiornati al 4 giugno 2018
Fonte: Morningstar Direct

“A volte gli investitori, pur avendo appetito per aree e asset a rischio, preferiscono tirare un po’ i remi in barca”, spiega Manuela Badawy, analista di Morningstar. “Può accadere quindi che dai frontier market si spostino sugli emerging, che offrono comunque un buon rapporto risk/reward ma vengono considerati più accessibili e più liquidi”. Nell’utimo mese la categoria Morningstar dedicata ai fondi che investono negli emergenti ha guadagnato il 2,47%.

Chi scivola meno
In una situazione di discese generalizzate all’interno della categoria, uno degli strumenti che è riuscito a non cedere troppo è stato Templeton Frontier Markets C(acc) (Analyst rating: Neutral) che, in quattro settimane, si è lasciato per strada l’1,8%. “Il gestore ha ampia facoltà di muoversi discostandosi dal benchmark (il fondo il 31 maggio 2017 ha cambiato il benchmark passando all’MSCI Frontier Emerging Markets Select Countries Capped dall’MSCI Frontier Markets. Il nuovo paniere prende in considerazione alcuni piccoli paesi che fanno parte dell’universo di investimento del fondo come Filippine, Colombia, Egitto, Pakistan e Perù)”, spiega Germaine Share, fund analyst di Morningstar in un report dell’11 dicembre 2017. “L’obiettivo del manager è quello di identificare le azioni che trattano a sconto rispetto al valore intrinseco della società emittente. Il gestore considera anche la posizione competitiva di un’azienda, la qualità del management e la struttura dell’azionariato. Alla fine si arriva a un portafoglio di 65-95 nomi. Alla luce della natura rischiosa dei mercati di frontiera, il gestore pone una grande enfasi sulla corporate governance delle società e sui pericoli specifici di ogni singolo paese e limita l’investimento a un massimo del 20% del flottante”.

 

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.