I fondi Usa ripartono dalle big value

Il segmento è stato penalizzato nel 2017 dalla corsa ai giganti della tecnologia. Ma ora gli investitori hanno paura di un crollo e spostano i portafogli verso i titoli di valore. 

Marco Caprotti 11/01/2018 | 09:48
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Qualcosa sta cambiando fra i fondi dedicati all’equity Usa? Il sospetto viene guardando le categorie Morningstar in cui sono raccolti gli strumenti dedicati all’azionario a stelle e strisce. Se il 2017 è stato l’anno dei Large cap growth con il loro +11,45% (in euro), le ultime quattro settimane stanno mostrando una inversione di tendenza con le Large cap value in progresso dello 0,81% (+1,42% l’anno scorso). Il segmento principe del 2017, invece, in un mese ha segnato 0,2%. Per quanto riguarda le altre categorie, la Large cap blend in quattro settimane ha registrato +0,6% e +5,4% nel 2017, la mid cap rispettivamente -0,15% e +1,45% e la small cap -0,55% e +2,3%.

“La corsa dei growth nel 2017 è stata guidata essenzialmente dalla forte performance in Borsa di giganti della tecnologia come Apple, Amazon e Facebook”, spiega David Kathman, Senior manager research analyst di Morningstar. “Molti investitori ora temono che si stia riproponendo una situazione simile a quella vista all’inizio del 2000 (lo scoppio della bolla Internet, Ndr) e preferiscono muovere i portafogli”.

Fra i migliori del 2017...
Nella categoria regina del 2017, il fondo con Analyst rating che si è comportato meglio nel 2017 è stato T. Rowe Price US Large Cap Growth Equity A USD (Bronze) che, ha guadagnato (in euro) il 18,3%. “Il gestore cerca società in cui la crescita duri più a lungo di quello che crede il mercato”, spiega Mathieu Caquineau in un report del 30 gennaio 2017. “Delle 200 aziende con una capitalizzazione superiore a 5 miliardi di dollari che incontrano questo criterio ne vengono prese in considerazione fra 60 e 75 che vengono studiate attraverso l’analisi fondamentale. L’obiettivo è quello di trovare società che possano avere una crescita sostenibile e che stiano atraversando una fase di cambiamento. La preferenza viene data ad aziende che hanno una forte posizione sul mercato di riferimento, una buona reputazione e un buon management. Meglio ancora se hanno forti flussi di cassa e bilanci solidi con margini in miglioramento e buoni rendimenti sugli investimenti. Può capitare che il gestore decida di pagare un premio per quelle società che hanno particolari prospettive di crescita. L’orientamemto settoriale è frutto dell’attività di stock picking ma il gestore, in generale, mostra una predilezione per la tecnologia, la salute e i beni di consumo discrezionali”. (Per l’analisi completa clicca qui)

...e dell’ultimo mese
Sempre restando fra i fondi con Analyst rating ma spostando lo sguardo su quelli della categoria Large cap value, quello che si è comportano meglio nell’ultimo mese (+2,7%) è Franklin Mutual Beacon N(acc) USD (Neutral). “Il processo di investimento prevede di concentrarsi sulle azioni più a sconto, ma possono essere incluse anche società che si stanno fondendo o che stanno sistemando i debiti”, spiega Francesco Paganelli, fund analyst di Morningstar in un report del 26 aprile 2017. “I gestori utilizzano sistemi di valutazione abituali come i multipli di prezzo, ma studiano anche l’enterprise value delle aziende analizzando il valore di ogni singola unità di business. Una volta che hanno individuato le società che trattano a sconto rispetto alle loro stime di valore intrinseco, analizzano a fondo la struttura del capitale e investono dove ritengono ci sia il miglior rapporto fra rischio e rendimento avendo cura di acquistare a un prezzo che dia un buon margine di sicurezza”. (Per l’analisi completa clicca qui)

Visita il mini-sito Morningstar dedicato a MIFID II.

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.