Bisogna aver paura di chi ha puntato troppo sull’hi-tech?

Il comparto tecnologico, dopo la corsa realizzata nell’ultima fase Toro, presenta degli elementi di rischio. Soprattutto per chi ha scelto i grandi nomi del settore.

Marco Caprotti 10/01/2018 | 09:36

Certo non è la febbre di Internet della fine del secolo scorso che ha portato allo scoppio della bolla dei titoli tecnologici del marzo 2000. Ma la corsa in Borsa delle azioni hi-tech, dicono gli analisti di Morningstar, deve comunque mettere in allarme gli investitori. L’indice Morningstar Global Technology solo nel 2017 ha guadagnato il 23,43% (in euro) segnalandosi come uno dei migliori panieri settoriali dell’anno appena chiuso.

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Rispetto ad allora, però ci sono delle differenze. “Il rally attuale, guidato soprattutto dalle società americane, oggi può contare su aziende che generano grandi profitti e che hanno un vantaggio competitivo. Due elementi che, alla fine degli anni ’90, non si vedevano”, spiega Kevin McDevitt, Senior manager research analyst di Morningstar. “Quindi anche se i multipli sono elevati, si tratta di titoli che non sono più così speculativi”. Qual è allora il problema questa volta? “Il pericolo è lo stesso che si incontra ogni volta che un determinato settore corre troppo: rischia di crollare improvvisamente e di portare con se i portafogli che ne sono troppo carichi”.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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