Il Kodak moment dell’industria del risparmio

Tecnologia, normativa, preferenze degli investitori e ricerca di prodotti a basso costo stanno ponendo delle minacce al settore. Che possono diventare opportunità se ben gestite.

Sara Silano 16/11/2017 | 10:05

Nel 1888, Kodak ha rivoluzionato il mondo della fotografia lanciando la prima fotocamera che poteva essere utilizzata anche dai non professionisti. Nel 2012, la società è costretta a chiedere l’amministrazione controllata, appellandosi al Capitolo 11 del diritto fallimentare statunitense. Il più grande produttore al mondo di pellicole per macchine fotografiche e cineprese stava morendo per la concorrenza degli smartphone e delle fotocamere digitali.

La sua storia è spesso usata come esempio di azienda che non ha saputo trasformarsi con l’evoluzione del mercato e delle tecnologie (per dovere di cronaca, ricordiamo, però, che Kodak si è successivamente riposizionata e a gennaio 2017 ha annunciato di voler tornare a produrre la famosa pellicola Ektachrome).

Perché l’industria del risparmio non è più la stessa
L’industria degli investimenti sta attraversando il suo “Kodak moment”? Il rischio c’è secondo Robert Ruttmann, fondatore del think tank Redesigning financial services (Università di St. Gallen), intervenuto al Morningstar Executive forum di Lugano, lo scorso 26 ottobre. Il ricercatore ha indicato otto trend che stanno trasformando strutturalmente il settore: la crescita dei prodotti passivi, il low cost investing, i cambiamenti introdotti dalla direttiva comunitaria MIFID II, la diffusione di strumenti strategic beta (o smart beta), il consolidamento, il robo-advisory, il blockchain (tecnologia che permette la creazione di un grande database distribuito per la gestione di transazioni condivisibili tra più nodi di una rete) e lo sviluppo dei cosiddetti investimenti-obiettivo (come ad esempio quelli sostenibili).

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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