Fondi, il ritorno della diversificazione

PORTAFOGLI ROBUSTI. Abbiamo calcolato i coefficienti di correlazione tra le principali categorie Morningstar a uno, tre e cinque anni, aggiornati a fine giugno.

Valerio Baselli 05/07/2017 | 00:05

Dopo un periodo in cui le diverse asset class hanno sensibilmente aumentato il grado di correlazione tra loro, il che significa che spesso anche investimenti che a priori hanno poco in comune si muovevano nella stessa direzione, l’anno scorso ha segnato una svolta. A dirlo sono i numeri. Guardando le tabelle sottostanti si nota come le categorie Morningstar, azionarie e obbligazionarie, abbiano sensibilmente diminuito la correlazione tra loro nel corso degli ultimi 12 mesi, arrivando spesso in territorio negativo.

È il caso, ad esempio, dei fondi azionari Europa emergente e quelli dedicati alle azioni dell’Asia-Pacifico, Giappone escluso. Il coefficiente di correlazione tra queste due categorie è passato da 0,61 a cinque anni a -0,18 nell’ultimo anno. Ma la tendenza è generale: anche il rapporto tra i fondi obbligazionari diversificati in dollari e i corporate bond in euro è passato da 0,51 a tre anni a 0,05 a un anno.

Cosa signfica? Il coefficiente di correlazione misura in che modo la performance di uno strumento influenza l’andamento di un altro: varia tra -1 e +1. Un coefficiente pari a 0 indica che non vi è alcuna correlazione tra i due fondi. Un coefficiente pari a 1 segnala che c'è una correlazione positiva perfetta, il che significa che i due strumenti si muovono assieme: se uno sale del 10%, lo fa anche l’altro e viceversa. Ovviamente, in caso di perfetta correlazione negativa (uguale -1) il rapporto è inverso: se il primo sale del 10%, il secondo perde il 10%.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.

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