Pir e fondi a cedola protagonisti a maggio

Sono gli strumenti che raccolgono di più in Italia. La maggior parte è stata lanciata nell’ultimo anno. Ecco chi muove l’industria domestica del risparmio gestito. E chi perde quote di mercato.

Sara Silano 28/06/2017 | 14:24
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Pir (Piani individuali di risparmio) e strumenti a cedola hanno dominato i flussi verso i fondi domiciliati in Italia a maggio. Secondo i dati Morningstar, sei dei primi 15 prodotti per raccolta nel mese scorso sono conformi alla normativa sui Pir; altri otto prevedono un termine per completare il ciclo di investimento. La quasi totalità è stata lanciata nel corso del 2017.

Ancora bilanciati
Nel complesso i fondi a lungo termine domiciliati in Italia hanno raccolto 1,2 miliardi netti, grazie principalmente agli strumenti bilanciati (+678 milioni) e azionari (272). Gli obbligazionari, invece, hanno registrato riscatti netti per 124 milioni, con un saldo negativo da inizio anno pari a 1,5 miliardi. Il reddito fisso è la componente che più ha pesato sul risultato complessivo dei primi cinque mesi, che comunque è positivo per 812 milioni.

A livello di categorie Morningstar, circa un miliardo netto è fluito verso i bilanciati prudenti in euro. Nella maggior parte dei casi si tratta di fondi Pir, che presentano sia una componente azionaria sia obbligazionaria. Per legge, i Piani di risparmio a lungo termine sono un “contenitore fiscale” (Organismo di investimento collettivo, gestione patrimoniale, contratto di assicurazione, deposito titoli) all’interno del quale è possibile collocare qualsiasi tipologia di strumento finanziario (azioni, obbligazioni, quote di Oicr, contratti derivati) o somma di denaro, rispettando però determinati vincoli nella composizione del patrimonio e nella detenzione.

Le caratteristiche dei Pir
In dettaglio, un ammontare pari almeno al 70% del valore complessivo degli strumenti finanziari detenuti nel Pir deve essere investito in strumenti finanziari (obbligazioni o azioni, sia quotati sia non quotati nei mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione) emessi o stipulati con imprese residenti in Italia o in stati membri dell’Ue o aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, aventi stabile organizzazione in Italia. Di questo 70%, almeno il 30% deve essere allocato in strumenti di imprese diverse da quelle inserite nell’indice Ftse Mib di Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati. Il patrimonio non può essere investito per una quota superiore al 10% del suo valore complessivo in titoli emessi o stipulati con lo stesso emittente o con altra società appartenente al medesimo gruppo o in depositi e conti correnti.

I Pir danno diritto all’esenzione dalla tassazione dei redditi qualificabili come “redditi di capitale” o “diversi” di natura finanziaria se detenuti per almeno cinque anni. Ciascuna persona fisica non può investire più di 30 mila euro all’anno ed entro un limite complessivo di 150 mila euro.

Flussi netti stimati nei fondi Pir a maggio 2017

I Pir che raccolgono di più
Al primo posto per flussi netti a maggio, c’è Mediolanum Flessibile Sviluppo Italia, il cui patrimonio ha superato 1,5 miliardi di euro. Come si vede nel grafico, gli incrementi più significativi nella raccolta si sono registrati negli ultimi tre mesi. Al secondo posto, tra i Pir, si colloca Pioneer Risparmio Italia, che dal 30 gennaio (data di lancio) a fine maggio ha raggiunto i 408 milioni di asset in gestione. Terzo, sempre per flussi netti a maggio, è Anima Crescita Italia, che ha debuttato il 9 gennaio 2017.

Crescita degli AUM di Mediolanum Flessibile Sviluppo Italia

Fondi a cedola: chi sale e chi scende
I prodotti a scadenza, strumenti che prevedono una finestra di collocamento e un orizzonte di investimento tra i cinque e i sette anni, sono protagonisti sia nella parte alta sia in quella bassa della classifica. Eurizon Capital è la società di gestione che annovera più fondi di questo tipo tra quelli con la raccolta maggiore.

Flussi netti nei fondi a scadenza a maggio 2017

Per contro, tra i primi cinque con più alti deflussi a maggio, quattro sono di Aletti Gestielle. Nella maggior parte dei casi, le richieste di rimborso arrivano prima del completamento del ciclo di investimento (generalmente cinque anni), per cui ai risparmiatori viene applicata una commissione di uscita. Gli analisti di Morningstar hanno più volte espresso un giudizio critico verso i fondi a cedola e a scadenza. Per approfondimenti, clicca qui.

Deflussi netti fondi italiani a maggio 2017

Chi muove il mercato
Per l’analisi della raccolta delle case di gestione italiane abbiamo considerato i dati relativi all’intera gamma, non solo ai fondi di diritto italiano, dal momento che molti prodotti sono domiciliati in Lussemburgo o a Dublino. Eurizon Capital è la società con i più alti flussi di raccolta a maggio, ma anche a 12 e 36 mesi. Fideuram è, invece, quella che ha sofferto di più nel mese considerato, mentre nell’ultimo anno la più penalizzata è stata Aletti Gestielle.

Pioneer Investments ha registrato sottoscrizioni nette positive a maggio, tuttavia negli ultimi dodici mesi la raccolta è negativa. Nel dicembre scorso, Amundi ha annunciato di voler acquisire l’asset manager del gruppo Unicredit e l’operazione sarà finalizzata il 3 luglio. Recentemente è stato presentato il piano di riorganizzazione, che vede tra l’altro l’uscita di Giordano Lombardo da Pioneer Investments, dove ricopriva il ruolo di amministratore delegato e chief investment officer. I deflussi hanno colpito soprattutto la gamma obbligazionaria, dopo la sospensione e seguente uscita del precedente responsabile del team europeo dedicato al reddito fisso (Tanguy Le Saout) alla fine dell’anno scorso.

Flussi netti per le case di gestione italiane maggio 2017

Morningstar calcola i flussi netti stimati (Estimated net flow) come differenza tra patrimonio finale ed iniziale nel periodo considerato, dedotta la componente di mercato.

Ha collaborato Francesco Paganelli, analista sui fondi di Morningstar.

L'analisi è stata realizzata con Morningstar Direct. Per maggiori informazioni clicca qui.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia