VIDEO: Piccoli ed emergenti, istruzioni per l’uso

I fondi azionari esposti alle small e mid cap dei paesi emergenti si sono sviluppati negli ultimi anni. Mathieu Caquineau (analista di Morningstar) spiega rischi e opportunità di questa categoria e presenta due comparti coperti dalla nostra ricerca.

Valerio Baselli 16/03/2017 | 09:42

 

Valerio Baselli: Buongiorno e benvenuti. Sono Valerio Baselli e oggi mi trovo in compagnia di Mathieu Caquineau, senior fund analyst di Morningstar. Ciao Mathieu.

Mathieu Caquineau: Ciao Valerio.

Baselli: Morningstar ha deciso di creare l’anno scorso una nuova categoria dedicata ai fondi azionari emergenti small & mid cap, ci puoi spiegare il perché?

Caquineau: I mercati emergenti hanno vissuto profondi cambiamenti negli ultimi 30 anni e il numero dei fondi domiciliati in Europa per investire nei mercati azionari dei paesi in via di sviluppo è esploso.

L'enorme sviluppo di questa classe di attività ha portato anche a una crescente diversità di approccio tra questi fondi. In particolare, un numero crescente di fondi ed Etf offrono attualmente un'esposizione dedicata alle piccole e medie imprese situate nei mercati emergenti. Abbiamo deciso di riorganizzare questi comparti in una nuova categoria per aiutare gli investitori a confrontarli meglio e, in definitiva, a prendere migliori decisioni d’investimento.

A fine febbraio 2017, la categoria Mercati emergenti small & mid cap conta 39 fondi, tra cui tre Etf.

Baselli: Quali sono le principali sfide per gli investitori interessati a questo tipo di fondi?

Caquineau: Le performance a lungo termine sono interessanti. In media, i fondi dedicati alle piccole e medie imprese emergenti hanno battuto i loro cugini esposti alle large cap, ma questi rendimenti comportano rischi maggiori.

Non è una sorpresa: le società a piccola e media capitalizzazione in genere vengono scambiate meno frequentemente e con volumi più bassi, tendono a essere più sensibili al ciclo economico del loro paese domestico, hanno un accesso ridotto al capitale e il loro modello di business è a volte più fragile. E tutti questi rischi si intensificano nei paesi emergenti.

Di conseguenza, i fondi small & mid cap nei mercati emergenti tendono a crollare nei periodi di crisi, ma questa non è l'unica sfida per gli investitori. L'asset class è ancora giovane e la stragrande maggioranza di questi fondi semplicemente non offrono un track record abbastanza a lungo per valutare la qualità del loro team di gestione. Un altro problema è che questo tipo di fondi tende a essere costoso.

Baselli: Uno storico molto breve e dei costi elevati…non sembra proprio una ricetta vincente. Ci sono comunque fondi che sono degni di attenzione da parte degli investitori?

Caquineau: Sì, ci sono alcune buone opzioni, fondi gestiti da dai team esperti e stabili, con strategie comprovate. Al momento abbiamo due fondi di questa categoria che presentano un rating qualitativo pari a Bronze: Templeton Emerging Markets Smaller Companies e Comgest Growth GEM Promising Companies.

Templeton offre esposizione alle società a più bassa capitalizzazione ed è gestito da un trio con solide credenziali nei mercati emergenti. Il fondo Comgest ha invece un’esposizione “all-cap”. È gestito seguendo la comprovata strategia di quality growth della casa di gestione. L'attenzione alla qualità delle aziende è un plus e dovrebbe contribuire ad ammorbidire le ricadute occasionali nell’universo small & mid cap, come successo nel 2011.

Baselli: Grazie Mathieu.

Caquineau: Grazie.

Lo studio completo redatto da Mathieu Caquineau è disponibile su Direct.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.

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