Standard Life-Aberdeen, i rating Morningstar restano invariati

Le gamme di prodotti sono complementari, ma entrambe le società hanno subito riscatti sui fondi di punta negli ultimi anni. 

Sara Silano 06/03/2017 | 16:24
Facebook Twitter LinkedIn

L’annuncio delle nozze tra Standard Life Investments e Aberdeen Asset Management non cambia il giudizio di Morningstar sulle due società e i loro fondi che hanno l’Analyst rating. La prima manterrà, dunque, la valutazione positiva sul “pilastro Società”; la seconda quella neutrale (quest’ultima è legata al turnover ai vertici che ha portato, ad esempio, all’uscita del capo globale degli investimenti, Anne Richards).

L’integrazione, che a dire delle due società è in uno stadio avanzato di discussione, darà origine al più grande asset manager inglese, con un patrimonio gestito complessivo di 660 miliardi di sterline. Se l’operazione sarà conclusa, il nuovo gruppo dovrebbe essere guidato congiuntamente da Keith Skeoch, attuale amministratore delegato di Standard Life, e da Martin Gilbert, Ceo di Aberdeen.

Gamme complementari
Gli analisti di Morningstar considerano le due società complementari. Aberdeen è forte sul segmento azionario, in particolare asiatico ed emergente, anche se negli ultimi anni ha cercato di diversificare la gamma. Standard Life, invece, si è affermata nel settore degli alternativi con il fondo Global absolute return strategies (rating Bronze), negli anni successivi alla crisi finanziaria; tuttavia ha un portafoglio di prodotti piuttosto diversificato.

Riscatti e integrazione
“Pensiamo che le gamme delle due case di gestione si completino”, dicono in una nota Mark Laidlaw e Ashis Dash, analisti di Morningstar, i quali invitano gli investitori a non prendere decisioni affrettate e attendere maggiori dettagli sulla fusione. Sarà importante capire l’impatto dell’operazione sull’offerta, anche alla luce del fatto che Aberdeen ha sofferto deflussi negli ultimi anni dai suoi prodotti sugli emergenti e Standard Life è stata penalizzata dai riscatti dal fondo di punta negli ultimi dodici mesi, a causa anche dei rendimenti poco brillanti.

La nota degli analisti di Morningstar, Mark Laidlaw e Ashis Dash, è stata redatta il 6 marzo 2017.

Per approfondimenti sulla nostra metodologia di analisi e rating sui fondi, clicca qui.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia