L’Italia fa i conti con i numeri e con le banche

La situazione macro potrebbe rendere più difficile recuperare il terreno perso da Piazza Affari da inizio anno. Manca la fiducia sugli istituti di credito. 

Marco Caprotti 08/09/2016 | 11:12

L’equity italiano prova a svegliarsi. Ma con i chiari di luna fatti vedere dalla congiuntura del Belpaese e con le difficoltà mostrate dal comparto bancario, il compito non è facile. La categoria Morningstar dei fondi specializzati su Piazza Affari nell’ultimo mese (fino al 5 settembre) ha guadagnato poco più del 3% in euro. Ancora troppo poco per recuperare il 16% che si è lasciata per strada da inizio anno.

Il quadro macro
Un compito reso più complicato dalle indicazioni macro che stanno arrivando. L'indice anticipatore elaborato da Istat per l'economia, ad esempio, è rimasto negativo a luglio, suggerendo per i prossimi mesi un proseguimento della fase di debolezza. La congiuntura italiana ha interrotto la fase di crescita, condizionata dalla scarsa domanda interna e dalla caduta produttiva del settore industriale. In questo quadro il clima di fiducia delle imprese è sceso sotto quota 100 per la prima volta da febbraio 2015. Gli indici di crescita congiunturale dei settori della manifattura e dei servizi segnalano una percentuale superiore al 50% di settori in espansione, anche se la quota risulta in diminuzione rispetto ai trimestri precedenti.

C’è poi la questione del Pil. Nel secondo trimestre è rimasto invariato rispetto al periodo precedente. L'Istat ha confermato la stima del 12 agosto, dopo che il ministero dell'Economia aveva fatto trapelare che vi sarebbe stata una revisione congiunturale al rialzo sulla base degli ultimi dati del fatturato dei servizi. Le notizie del governo, tuttavia, non tenevano conto di altre componenti, soprattutto credito e assicurazioni, che si sono mosse in direzione opposta. Palazzo Chigi ha stimato una crescita per il 2016 dell'1%.

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Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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