Brexit mette in pausa l’Italia

L’esito del referendum UK ha convinto anche chi investe nel Belpaese a essere prudente. Ma poteva andare peggio. Sull’andamento dell’equity tricolore hanno pesato soprattutto le banche. 

Marco Caprotti 04/08/2016 | 11:49

L’addio del Regno Unito all’Ue ha messo gli investitori alla finestra. Anche in Italia, dove i fondi raccolti nella categoria Morningstar dedicata all’azionario del Belpaese  hanno guadagnato nell’ultimo mese (fino al 3 agosto e calcolata in euro) lo 0,2%.

In realtà poteva andare anche peggio. Sui mercati borsistici, infatti, l’aumento generalizzato dell’avversione al rischio ha avuto ripercussioni soprattutto sui corsi dei titoli dei settori ritenuti più esposti a un rallentamento dell’economia, in primo luogo su quelli degli istituti di credito (che in Italia rappresentano una buona fetta della capitalizzazione di Piazza Affari. “Il calo delle banche italiane è stato accentuato anche dalla presenza di un elevato livello di crediti deteriorati ereditato dalla recessione, nonché dalla preoccupazione che le attuali condizioni dei mercati possano rendere più difficile la cessione di queste esposizioni o la raccolta di capitale”, spiega l’ultimo Bollettino redatto dalla Banca d’Italia.

Il quadro macro
Per quanto riguarda il quadro macro,
la ripresa continua con gradualità, sospinta dalla domanda interna, nonostante le esportazioni risentano della debolezza dei mercati extra UE. I consumi delle famiglie beneficiano dell’incremento del reddito disponibile e del miglioramento delle condizioni occupazionali. “Gli indicatori congiunturali suggeriscono tuttavia che nel secondo trimestre il PIL, come nel complesso dell’area dell’euro, sarebbe aumentato a un tasso inferiore rispetto a quello del periodo precedente”, spiega il Bollettino.

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Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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