Indici ESG, occhio alle distorsioni

I processi di selezione dei titoli basati sui fattori ambientali, sociali e di governance possono sovra- o sotto-esporre a determinati settori. E’ importante saperlo per valutare l’impatto sul rischio e i rendimenti.

Alex Bryan 11/07/2016 | 10:07

Le strategie di investimento attente ai fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) possono aiutare gli investitori ad allineare le scelte finanziarie con i loro valori. In genere, ricercano società con un limitato impatto negativo sull’ambiente che promuovono la diversità, hanno buone relazioni con i cosiddetti stakeholder (azionisti, dipendenti e altri portatori di interesse) e principi solidi nella gestione dell’azienda. Molte escludono alcuni settori come il tabacco, l’alcol o il gioco d’azzardo, ma c’è il rischio che in questo modo si producano distorsioni e scommesse non intenzionali verso particolari industrie, soprattutto tra i fondi indice.

Gli operatori cercano, tuttavia, di contenere il fenomeno. Ad esempio, l’Etf iShares Msci KLD 400 Social replica un indice che applica criteri ESG positivi nella selezione azionaria e lo fa a livello di settore, non in termini assoluti. E’ un benchmark a capitalizzazione, ma limita le distorsioni a livello di singola industria al 25% del corrispondente indice Msci Usa.

iShares Msci USA ESG Select si spinge oltre per contenere gli effetti di un’esposizione indesiderata a determinati settori. Utilizza, infatti, un sistema di ottimizzazione per selezionare le società con maggiore attenzione ai fattori ESG, che è basato sugli stessi principi dell’Msci KLD Social, ma pone una serie di vincoli. Ad esempio, c’è un limite del 3% alle distorsioni settoriali rispetto al più ampio Msci Usa, il tracking error è sotto l’1,8%, il peso di ciascun titolo inferiore al 5% e il turnover basso. Esclude esplicitamente solo l’industria del tabacco e di fatto è quello che più mitiga le scommesse non direttamente riconducibili a criteri di sostenibilità.

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Info autore

Alex Bryan  è direttore della ricerca sui fondi passivi di Morningstar in Nord America.

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