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VIDEO: Ritorno alla frontiera

I mercati quasi emergenti, dice Malick Badjie di Silk Invest, possono contare su valutazioni ai minimi e fondamentali solidi. Oltre al continente africano, Pakistan, Bangladesh e Sri Lanka sono i paesi più interessanti.

Valerio Baselli 08/06/2016 | 15:02

Valerio Baselli: Buongiorno e benvenuti. Sono Valerio Baselli e oggi ho il piacere di trovarmi con Malick Badjie, responsabile della strategia d’investimento di Silk Invest.

Buongiorno Malick.

Malick Badjie: Buongiorno.

Baselli: Silk Invest è una società che è sempre stata focalizzata sui mercati di frontiera. In un contesto di forte incertezza e di avversione al rischio come quello degli ultimi mesi, credi che gli investitori siano pronti per avvicinarsi a questo tipo di asset class?

Badjie: Questa è un’ottima domanda.In effetti noi siamo specializzati sui mercati di frontiera, avendoci investito da sempre e potendo contare su una forte presenza sul territorio. Nel corso degli ultimi 24 mesi c’è stato un generale sell off sui paesi emergenti e di frontiera. L’anno scorso c’è stato un contesto estremo in cui mercati di frontiera hanno sofferto molto.

Questo però ci offre un’opportunità. Crediamo essenzialmente che le valutazioni non sono mai state così interessanti nei frontier markets, bisogna forse tornare indietro di un decennio per trovare questo livello di valutazioni. Ma ancora più importante, i fondamentali sono attrattivi se confrontati con altre asset class, anche con gli stessi mercati emergenti; le aziende presenti in questi paesi offrono un rapporto prezzo/utili più basso, dividendi molto interessanti (la media è del 5%), e poi queste società hanno già dimostrato di saper affrontare momenti difficili, molte di esse presentano degli utili per azioni che crescono tra il 15 e il 20%.

E anche la situazione macroeconomica non è così preoccupante come magari molti pensano. Diversi mercati di frontiera sono degli importatori netti di petrolio, che quindi hanno tratto beneficio dal crollo del prezzo del barile. Per quanto riguarda la crescita del Pil, in Asia e in Africa, resta decisamente positiva. Quindi, in totale, da un punto di vista delle valutazioni, dei fondamentali e macroeconomico, restiamo positivi.  

Baselli: Quando parliamo di mercati di frontiera, trattiamo un gruppo molto eterogeneo di paesi. Dove vedete le opportunità migliori oggi e perché?

Badjie: Sì, è vero. Noi definiamo l’universo dei mercati di frontiera attraverso tre temi chiave: la crescita del Pil, i paesi devono poter contare su una consistente e stabile crescita economica, anche i mercati più grandi in Africa o in Asia, come il Pakistan o il Bangladesh, e nel Medio Oriente. C’è poi la chiave demografica, vediamo che in Africa l’età media è inferiore ai 25 anni.

In questo momento, le nostre preferenze riguardano due regioni in particolare. Una è l’Africa, abbiamo sempre pensato che la segmentazione africana fosse interessante, il Continente offre 950 milioni di consumatori, sei delle dieci economie a più forte crescita nel mondo si trovano in Africa, il che offre grandi opportunità agli investitori. L’altra regione su cui siamo molto positivi è l’Asia di frontiera, paesi come il Pakistan e Bangladesh, i quali assieme contano quasi 200 milioni di abitanti. Crediamo che questi mercati offrano ottime prospettive di crescita che il mercato forse non ha preso in considerazione. Quindi per concludere siamo molto positivi su Africa, e alcuni mercati asiatici come Pakistan, Bangladesh e Sri Lanka.

Baselli: Grazie Malick.

Badjie: Grazie a voi.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.

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