Cosa c’è dietro il Morningstar Sustainability Rating

Il giudizio sui portafogli dei fondi si basa sulle valutazioni delle singole holding da parte di una società indipendente di analisi. Le società vengono valutate in base all’efficacia delle politiche messe in atto, alla trasparenza della comunicazione e ai risultati ottenuti. Ecco in dettaglio la metodologia ESG.   

Francesco Lavecchia 23/03/2016 | 09:21
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La responsabilità sociale non si giudica solo dalle buone intenzioni. Attraverso l’ESG Rating, la società di analisi Sustainalytics* non si limita a valutare le politiche e le procedure messe in atto dalle società per rispondere alle problematiche relative alla sostenibilità ambientale, all’etica e alla corporate governance, ma misura anche l’efficacia delle stesse nel raggiungere risultati concreti.

Tre punti di osservazione
Gli analisti si concentrano su tre aree di interesse: procedure, comunicazione e performance. La prima valuta gli sforzi della società nel mettere in piedi delle politiche e dei processi interni che le permettano di rispondere al meglio alle principali problematiche etiche, relative all’ambiente e alla governance (programmi sanitari per i dipendenti, riqualificazione di aree per la comunità o dei target sulla produzione di rifiuti sono alcuni esempi).

La seconda giudica il grado di trasparenza dell’azienda nel comunicare all’esterno l’impegno nel mettere in atto queste politiche. E’ valutata positivamente, ad esempio, la pubblicazione di tali iniziative in documenti dedicati, come il bilancio di sostenibilità, nei quali vengono descritte in dettaglio le politiche e le procedure messe in atto, si quantificano i costi finanziari delle stesse e i risultati che si prevedono di ottenere (come la stima dell’impatto ambientale dell’attività produttiva attraverso autovalutazioni o l’intervento di advisor indipendenti). La terza è infine legata alla valutazione della reale efficacia di tali politiche, anche attraverso la verifica di eventuali coinvolgimenti dell’azienda in controversie legate a uno dei tre elementi E, S, G.

Come si misura l'ESG
Gli analisti formulano i loro giudizi sulla base di indicatori quantitativi e qualitativi. Le performance delle società vengono misurate da circa 200 indici (divisi tra quelli “core”, applicati a tutte le società coperte da analisi, e quelli specifici per i vari peer group). Tali punteggi (che vanno da zero a 100) vengono pesati in base all’appartenenza alle tre aree di osservazione (E,S e G) e all’importanza rispetto all’industria di appartenenza dell’azienda. Infine la loro somma va a definire il Company ESG Rating di Sustainalytics (al quale si affiancano i punteggi ottenuti in ognuna delle tre metriche E, S e G.

L’assegnazione del rating segue un processo articolato in più fasi: parte dalla raccolta di dati e informazioni (anche da terze parti come le ONG), prosegue con la misurazione degli indicatori ESG da parte degli analisti e la conseguente definizione del Company Rating. Tale giudizio è poi soggetto alla revisione di un comitato interno di esperti, in modo da garantire coerenza e uniformità di giudizio, al quale segue il diretto coinvolgimento della società. Il rating viene comunicato all’azienda al fine di raccogliere tutte le informazioni utili a confermare o modificare la sua valutazione (specie nel caso di controversie), dopodiché l’ESG rating viene pubblicato insieme all’intero rapporto sulla società.

Sustainalytics raggruppa le società in 42 peer group con l’obiettivo di dare una valutazione dell’azienda in termini relativi. Un giudizio in termini assoluti, infatti, produrrebbe un risultato molto simile a quello derivante dal vecchio approccio all’investimento socialmente responsabile, cioè un ranking che rispecchia la scala di valori dell’investitore (con i produttori di armi e petrolio in coda al gruppo). L’ESG Rating si riferisce alla società e, di conseguenza, a tutti gli strumenti finanziari da essa emessi come azioni ed obbligazioni, ed è soggetto a revisione ogni anno.

Qunato contano le "controversie" 
Il secondo pilastro della metodologia di Sustainalytics è il Controversy Rating, che ha l’obiettivo di valutare in che modo il coinvolgimento della società in alcuni fatti potrebbe impattare sugli interesse degli stakeholder e, di conseguenza, sul business dell’azienda stessa (come nel caso di una ingente perdita di greggio da parte di una petroliera o la falsificazione di dati sulle emissioni di un motore). Tale giudizio è il risultato di un processo che prevede la collezione delle notizie relative alle società, la selezione da parte degli analisti di quelle che possono configurare una controversia in una delle 10 aree di interesse (etica professionale, rapporto con la comunità, tutela dell’ambiente, etc.) e la loro successiva valutazione in base alle ripercussioni sugli stakeholder e sui risultati economici dell’azienda.

Un Controversy Rating pari a 1 o 2 indica un limitato impatto di tale evento sulla società e sull’ambiente e quindi un basso rischio per la società. Da 3 a 5, invece, le conseguenze vengo giudicate significative, alte o molto elevate. Alla fine di questo processo gli analisti formulano anche una valutazione prospettica (nella forma di un outlook negativo, neutrale o positivo) in base alle possibili evoluzioni che tale evento potrà avere nei prossimi 12-24 mesi. Il Controversy Rating è aggiornato ogni due settimane, a meno che non intervengano eventi straordinari che possono modificare in maniera significativa il giudizio.

 

* Sustainalytics è leader mondiale nella ricerca su ESG e sugli investimenti responsabili. Grazie a un team di 240 analisti, Sustainalytics assegna il suo rating a 4.500 emittenti e raccoglie informazioni relative alle controversie aziendali per oltre 10.000 società. 

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia