Fondi in Borsa, il risparmiatore lo sa?

A un anno dall’inaugurazione del segmento a loro dedicato, hanno toccato quota 100, ma il percorso è stato a ostacoli. Sono più economici di quelli tradizionali, ma è difficile acquistarli.

Sara Silano 16/12/2015 | 10:32
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Sono 100 i fondi aperti quotati in Borsa italiana a un anno dal lancio del segmento di ETFPlus a loro dedicato (avvenuto il primo dicembre 2014); ma avrebbero potuto essere di più. Il mercato è partito a rilento, con il primo debutto a febbraio 2015 di New Millennium sicav. Per le società che hanno accettato la sfida del nuovo canale distributivo, il cammino non è stato semplice.

“I principali problemi sono stati due”, spiega Daniele Sabato, sales trader sui fondi e gli Etf di Intermonte Sim, che ha seguito otto dei 16 emittenti attualmente presenti sul mercato. “Innanzitutto, è stato necessario allineare le procedure di tutte le parti coinvolte, in particolare delle banche depositarie; in secondo luogo abbiamo dovuto far comprendere alle autorità di vigilanza degli altri paesi europei, soprattutto il Lussemburgo, dove sono domiciliati molti comparti quotati, i processi e i ruoli coinvolti nella negoziazione. Nella maggior parte dei casi, le società hanno dovuto modificare il prospetto informativo e creare classi ad hoc”.

Più debutti in autunno
Negli ultimi mesi, c’è stata un’accelerazione delle domande di ammissione alla Borsa. A ottobre, è arrivata TCW, asset manager americano con circa 180 miliardi in gestione, che è entrato per la prima volta sul mercato italiano ed è attualmente il più grande tra gli emittenti. Più recentemente, hanno fatto il loro ingresso 8a+ (uno strumento di diritto lussemburghese e 3 di diritto italiano); European and Global Investments Ltd (8 strumenti); Method Investments Sicav (2 strumenti) e Selectra Investments Sicav (4 strumenti).

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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