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I numeri non convincono a comprare Italia

La situazione macro del Belpaese continua a essere delicata. Ne soffre anche Piazza Affari che, però, può ringraziare la Bce. Le previsioni parlano di leggeri miglioramenti.

Marco Caprotti 13/05/2015 | 12:55

Gli investitori preferiscono trattare l’Italia con le molle. L’indice Msci della Penisola nell’ultimo mese (fino all’11 maggio e calcolato in euro), ha perso il 2%. Il quadro dipinto dai numeri macro, nel quale si trova il Belpaese, del resto, invita a essere prudenti. Secondo l’Istat, l’indice composito del clima di fiducia dei consumatori è diminuito ad aprile a 108,2 da 110,7 del mese precedente. Torna a salire, intanto, la disoccupazione. Dopo i cali registrati a dicembre e a gennaio e la lieve crescita a febbraio, a marzo il tasso dei senza lavoro è aumentato di 0,2 punti percentuali arrivando al 13% e rimanendo tra i livelli più elevati. Su base mensile, ci sono 52mila disoccupati in più (+1,6%) mentre nei dodici mesi il loro numero è cresciuto del 4,4%, pari a 138mila persone in più (+0,5 punti il tasso di disoccupazione). Il tasso di occupazione, sempre a marzo, è sceso di 0,1 punti percentuali su base mensile attestandosi al 55,5%. Dopo il calo del mese di febbraio, sempre a marzo, gli occupati sono diminuiti dello 0,3%, pari a 59mila in meno, tornando ai livelli dello scorso aprile. Su base annua, l'occupazione è in calo dello 0,3%, pari a 70mila in meno e il tasso di occupazione di 0,1 punti.

Qualcosa si muove?
Ma non ci sono solo brutte notizie. Sempre secondo l’Istat ci sarà una moderata riduzione del tasso di disoccupazione che, nel 2015, si attesterà al 12,5% per passare 12% secco nel 2016. “L’evoluzione proseguirà con maggiore intensità nel 2017”, dice l’istituto di statistica che prevede una discesa all’11,4%. Nel 2015 si prevede un aumento del Pil pari allo 0,7% in termini reali, cui seguirà una crescita dell'1,2% nel 2016 e dell’1,3% nel 2017. Il tasso di crescita del Pil per l'anno in corso è stato rivisto al rialzo di 0,2 punti percentuali rispetto alle previsioni di novembre 2014. Le stime incorporano le misure descritte nel quadro programmatico contenuto nel Documento di economia e finanza diffuso ad aprile 2015.

Nel primo trimestre 2015, il Pil è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, un risultato sopra le attese (+0,2%, il primo incremento significativo da inizio 2011) ed è risultato invariato rispetto al primo trimestre del 2014 (primo risultato non negativo dopo 13 trimestri col segno meno).

Gli americani, intanto, hanno voluto mettere il loro tassello. Moody's ha alzato le previsioni di crescita del Pil dell'Italia, portandole nella gamma tra 0,0/1% dalla fascia -0,5/+0,5% indicata nello scorso febbraio e a novembre.

La produzione industriale è cresciuta dello 0,4% congiunturale a marzo e del 4,3% tendenziale: si tratta del dato più elevato da agosto 2011. Corretto per gli effetti di calendario, a marzo l'indice è aumentato in termini tendenziali dell'1,5% (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di marzo 2014).

La liquidità del mercato finanziario italiano, intanto, si mantiene elevata. “Il programma di acquisto di titoli pubblici dell’Eurosistema ha avuto effetti positivi”, spiega l’ultimo Documento sulla Stabilità finanziaria preparato dalla Banca d’Italia. “Sia sul mercato azionario sia su quello obbligazionario privato si sono infatti avuti incrementi dei volumi scambiati e riduzioni dei premi per il rischio. Il miglioramento della liquidità sul mercato dei titoli di Stato si è in parte attenuato per effetto dell’aumento della volatilità registrato a partire da ottobre, in larga parte legato alla situazione in Grecia”. 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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