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I miti che distraggono i cacciatori di cedole

Se i tassi salgono, un bond singolo è meglio di un fondo obbligazionario? E le azioni che pagano dividendo sono più sicure?  La liquidità è davvero l’investimento più tranquillo?  

Christine Benz 19/03/2015 | 10:07
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In America se ne parla da tempo mentre in Europa, dopo il lancio del Qe, gli investitori sperano che se ne arrivi a discutere al più presto: come bisogna comportarsi in caso di rialzo dei tassi di interesse? Più nel dettaglio: meglio i scegliere i bond uno per uno o conviene un fondo obbligazionario? E ancora: è più sicuro un titolo che paga una buona cedola? E, infine: che ruolo deve avere la liquidità?

Purtroppo a queste domande non si possono dare risposte nette e la confusione nella testa dei risparmiatori aumenta. Per questo cerchiamo di fare chiarezza riguardo alcuni miti che circolano fra gli investitori con l’avvertenza che non sono necessariamente falsi, ma potrebbero essere adatti solo a certe situazioni. In ogni caso, gli investitori non dovrebbero accettarli come verità assolute. Sarebbe meglio, invece, metterli in relazione alle proprie necessità e agli orizzonti temporali stabiliti.

Mito numero 1: Se i tassi di interesse stanno per salire è meglio avere in portafoglio un singolo bond che un fondo obbligazionario
Questa affermazione ha molto senso. Chi compra un bond al momento dell’emissione e lo tiene fino a scadenza ha buone probabilità (se il debitore è solvibile) di avere indietro i suoi soldi con gli interessi. Lo stesso non può dirsi con l’investimento in un fondo obbligazionario. Ad esempio, uno strumento di questo tipo a lungo termine, se i tassi ad esempio salgono di due punti percentuali fra il momento dell’acquisto e quello della vendita, nello stesso spazio di tempo avrà perso valore nominale, incidendo su quello dell’intero portafoglio (vale anche il caso contrario). Per alcuni, questo è un motivo sufficiente per non comprare questo prodotto in un momento in cui i tassi possono solo salire.

Certo, acquistare una obbligazione singola può aiutare ad evitare questo rischio, ma espone al problema dei costi. Se i tassi salgono e l’investitore non vuole accollarsi una perdita deve per forza tenerselo fino a scadenza. Il fondo, invece, può più facilmente approfittare di nuove emissioni con rendimenti migliori arginando la perdita a cui andrebbe incontro.

Mito numero 2: Le azioni che pagano dividendo sono più sicure dei bond
Investendo sulle società che pagano buoni dividendi, i risparmiatori possono intascare dei soldi a scadenze regolari attraverso le cedole e, se le cose vanno particolarmente bene, vedere il valore delle loro azioni crescere. L’azienda può anche decidere di incrementare ciò che vuole rendere al socio. Per le persone con orizzonti temporali lunghi, le azioni che pagano buoni dividendi (e in generale tutto l’equity) sono una scelta abbastanza sicura.

Ma la questione, anche in questo caso, è un po’ più complessa. Le azioni, ad esempio (e anche quelle di migliore qualità) hanno una volatilità maggiore rispetto ai bond. Anche le azioni, inoltre, sono sensibili ai tassi di interesse. Soprattutto nei periodi in cui molti investitori hanno utilizzato i dividend payer come sostituti dei bond. Nel caso in cui decidessero di spostarsi sulle obbligazioni allora i prezzi dell’equity scenderebbero di colpo (l’ultima volta si è visto con i titoli delle utility americane nell’estate del 2013). Infine, va sottolineato che le aziende possono decidere di tagliare i dividendi nei momenti difficili. Tutte ragioni sufficienti a consigliare un’esposizione solo parziale a questo tipo di equity.

Mito numero 3: la liquidità è più sicura dei bond
Questo, in senso tecnico, è vero. Se si hanno delle scadenze a cui non si può rinunciare (rate, tasse, mutui eccetera) è meglio avere in mano dei soldi in contanti che dei bond o dei fondi obbligazionari, a prescindere dalla direzione che prenderanno i tassi di interesse. Ma chi si può permettere un orizzonte temporale di lungo periodo rischia di vedere il valore del suo denaro eroso dall’inflazione (per quanto bassa).  Certo, gli investitori potrebbero decidere di investire in valuta solo fino a quando i tassi non torneranno a livelli più interessanti. Il problema è sapere quando questo accadrà.

La strategia migliore è quella di diversificare il portafoglio in modo da potere far fronte a diverse esigenze: una parte degli asset liquidi (da usare nelle spese quotidiane), una parte in bond di emittenti solidi e con scadenze decennali e una parte a lungo termine in equity. 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Christine Benz  is Morningstar's director of personal finance and author of 30-Minute Money Solutions: A Step-by-Step Guide to Managing Your Finances and the Morningstar Guide to Mutual Funds: 5-Star Strategies for Success. Follow Christine on Twitter: @christine_benz and on Facebook.