Anno record per l’industria dei fondi europea

Morningstar stima flussi netti per 401,11 miliardi di euro. Bilanciati al primo posto, seguiti dagli obbligazionari. Avanzano gli alternativi, mentre gli azionari indietreggiano. Si fanno strada gli indicizzati.

Sara Silano 06/02/2015 | 15:31
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Nel 2014, i fondi europei hanno raccolto 401,11 miliardi di euro, il livello più alto da quando Morningstar ha cominciato a fare le statistiche nel 2007. Nel 2013, i flussi netti erano stati di 258,76 miliardi. La maggior parte (364,36) è riconducibile a quelli a lungo termine (azionari, obbligazionari, bilanciati, alternativi, ecc. esclusi i monetari). Il patrimonio di questi ultimi è stimato in 5,68 mila miliardi. I dati emergono dall’ultimo Morningstar asset flow report, il rapporto mensile sull’andamento dell’industria del gestito nel Vecchio continente.

L’anno dei bilanciati
Il 2014 sarà ricordato come l’anno dei bilanciati (136,19 miliardi di flussi netti), ma tutte le tipologie hanno avuto sottoscrizioni superiori ai riscatti, eccetto i fondi sulle materie prime. Gli obbligazionari chiudono con un saldo netto positivo per 123,52 miliardi, quasi il doppio del 2013. Intanto continuano a farsi strada gli alternativi, che adottano strategie simili agli hedge fund e hanno terminato con un +43,49 miliardi.

E’ stato magro il risultato degli azionari (+44,77 miliardi), quali hanno visto più che dimezzarsi i flussi rispetto all’anno prima. “E’ la prova che agli investitori non piace la volatilità delle Borse, che negli anni passati ha portato a rapide discese”, spiega Ali Masarwah dell’European fund flow team. “Guardando in profondità i dati, si vede una riduzione dei flussi verso le strategie attive (+23,49 miliardi), mentre quelle indicizzate, esclusi gli Etf, abbiano chiuso con un +21,28 miliardi (erano stati 15,76 nel 2013)”.  In termini di crescita organica (flussi in percentuale degli asset iniziali), i secondi hanno registrato un +10,45% contro uno scarno +1,28% delle prime.

Le strategie passive si fanno strada anche nel comparto obbligazionario. Nel 2014 hanno ricevuto 11,58 miliardi (+22,7% l’organic growth rate). Quelle attive hanno segnato +7,2%.

Nel complesso, i fondi indicizzati hanno raccolto 34,46 miliardi contro i 329,92 miliardi di quelli attivi. I primi stanno diventando sempre più popolari in paesi come il Regno Unito e la Svizzera, dove il meccanismo della retrocessione commissionale alle reti di consulenti finanziari è stato abolito o comunque ridimensionato.

Il successo delle cedole
A livello di categorie Morningstar, quella che ha raccolto di più è stata i Bilanciati-altro, che contiene tra gli altri i fondi a cedola e a scadenza. Al secondo posto, troviamo i Bilanciati prudenti in euro. La domanda di Obbligazionari diversificati in euro si è mantenuta alta per tutto l’anno, mentre quella dei fondi specializzati sui corporate bond è cresciuta nella seconda parte dell’anno, quando c’è stata una fuoriuscita dagli high yield in dollari. Questi ultimi sono stati i peggiori in termini di raccolta nel 2014. In coda si trova anche la categoria degli obbligazionari diversificati in dollari, a causa principalmente dei deflussi che hanno colpito il Pimco GIS Total Return, soprattutto dopo l’uscita del fondatore della società, Bill Gross. Garantiti e fondi a breve termine in euro sono stati penalizzati dai bassi tassi di interesse.

Flussi

 

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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