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VIDEO: Sri, l’Italia recupera terreno

Franca Perin (Generali): siamo ancora indietro (12 fondi su 150), ma la finanza socialmente responsabile sta prendendo piede anche nel nostro paese. In Europa la crescita arriva al 38%.  

Valerio Baselli 22/12/2014 | 12:39

Valerio Baselli: Buongiorno e benvenuti. Sono in compagnia di Franca Perin, direttrice investimenti socialmente responsabili per Generali Investments Europe. Buongiorno.

Franca Perin: Buongiorno.

Baselli: Ormai è da diversi anni che si parla di finanza sostenibile o responsabile, anche qui in Italia. Come giudica il grado di sviluppo di questo specifico settore in Europa e nel nostro paese in particolare?

Perin: Per quanto riguarda l’Europa, lo sviluppo dell’Sri (Socially responsible investment) è molto elevato. C’è uno studio di Eurosif che è stato pubblicato il mese scorso, e di cui noi siamo sponsor, il quale dimostra che per le sette strategie che sono state individuate come “sostenibili”, ad esempio l’esclusione di determinati settori come l’alcool o il tabacco, o i fondi tematici, giusto per dirne due di queste strategie, la crescita va dal 10 al 38%. Quindi un mercato che cresce molto. Questo però riguarda l’Europa, un mercato che cresce con molto eterogeneità. Questo significa che nell’Sri ci sono tantissime cose, molto diverse tra loro.

Per quanto riguarda l’Italia, il mercato è completamente diverso. È rappresentato da circa 450 miliardi, che però fanno parte quasi tutti dalle strategie di esclusione. In questo la parte di Generali come gruppo è molto importante, in quanto abbiamo 253 miliardi gestiti attraverso un”filtro etico”, quindi escludiamo 34 imprese perché non conformi ai nostri parametri, come il settore delle armi controverse, oppure perché non conformi al global compact, che è un impegno delle Nazioni Unite che il gruppo ha firmato. In termini di fondi, ci sono circa 150 comparti europei che esistono, di questi ce ne sono in Italia, davvero made in Italy solo 12.

Baselli: Quandi siamo ancora un po’ indietro rispetto la media europea...

Perin: Sì, rispetto agli altri paesi sì, però con negli ultimi due anni una tendenza di crescita e di interesse del mercato, soprattutto istituzionale, molto forte.

Baselli: A questo proposito, nella diffusione di questa cultura d’investimento, quale ruolo dovrebbero o potrebbero avere gli investitori istituzionali? Penso ad esempio ai fondi pensione, che all’estero molto spesso ricoprano anche il ruolo di promotori di questo tipo di investimento.

Perin: Il ruolo che hanno negli altri paesi e che dovrebbero avere anche in Italia, come dice lei, è dettato dai fondi pensione. In Italia abbiamo qualche fondo pensione che ha cominciato, come quello di Intesa Sanpaolo o anche il fondo Cometa. Però siamo proprio agli inizi. In altri paesi, ad esempio in Francia, tutti i fondi pensione già da una decina d’anni hanno integrato i criteri SRI nella loro politica d’investimento.

Baselli: Per chiudere, ci può fare degli esempi concreti di aziende in cui avete investito in un’ottica socialmente responsabile?

Perin: Vorrei spiegare come noi andiamo a investire. Su un perimetro europeo, selezioniamo 26 settori su cui poi applichiamo quelli che per noi sono i criteri Sri più importanti. Sulla base di questo, andiamo a identificare, attraverso un approcio “best effort”, coloro che hanno segnato il miglior progresso in termini di strategia di sostenibilità.

Non escludiamo, a parte le 34 imprese che dicevo, non abbiamo dei settori che escludiamo d’emblée, perché seguiamo un approccio rischio-opportunità, non è un giudizio morale. Per noi tutti i settori rappresentano un rischio che può trasformarsi in un’opportunità. Siamo un asset manager, un’assicurazione, che vive nella società moderna. Per noi non avrebbe senso escludere ad esempio il settore petrolifero, perché è un settore che fa vivere l’economia.    

Baselli: Grazie ancora a Franca Perin.

Perin: Grazie.

Baselli: Per Morningstar, Valerio Baselli, grazie per l’attenzione.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Redattore di Morningstar in Italia

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