La correzione che non spaventa gli Usa

Una discesa del 10% di Wall Street, spiegano gli analisti, non è un evento raro, sarebbe salutare per l'equity americano e non darebbe necessariamente il via a una fase Orso. Gli investitori, aggiungono però, dovrebbero prepararsi con un portafoglio diversificato. 

Marco Caprotti 11/12/2014 | 11:26

Il mercato americano inizia a tirare qualche colpo a vuoto. Ma, dicono gli operatori, dopo una corsa record iniziata all’inizio del 2009, una fase di pausa – e una discesa anche del 10% (tecnicamente una correzione) - potrebbe essere salutare. L’ultimo scivolone, in ordine di tempo, Wall Street lo ha fatto ieri, quando il Dow Jones ha archiviato la peggiore seduta dal 9 ottobre: i punti persi sono stati di 268,05 (l'1,51%) a quota 17.533,15. Il Nasdaq ha segnato un -82,44 punti (l’1,73%) fermandosi a 4.684,03.

Per l’S&P 500 è stata la peggiore giornata dal 13 ottobre: l’indice benchmark ha ceduto 33,67 punti (l'1,63%) raggiungendo quota 2.026,15. Nell’ultima settimana di contrattazioni il paniere di riferimento di Wall Street ha lasciato sul terreno (in dollari) più del 2%.

I vantaggi della correzione
Ma cosa ci sarebbe di positivo in una frenata del 10%? “Eviterebbe la formazione di una bolla speculativa” spiega uno studio di Lon Jefferies, analista della società di consulenza AdviceIQ, riferendosi al fenomeno che capita quando le quotazioni di un titolo sono esagerate rispetto alle potenzialità di guadagno della società sottostante. “Abbiamo visto le conseguenze di questo fenomeno nel 2000-2002 (febbre di Internet, Ndr) e nel 2008 (crisi dei mutui subprime, Ndr).

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Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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