Piazza affari non digerisce la congiuntura

La Borsa milanese riduce i guadagni dall’inizio dell’anno, mentre l’economia torna in recessione tecnica. Permane l’incertezza sulla ripresa nei prossimi mesi.  

Marco Caprotti 20/08/2014 | 11:45
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L’economia italiana fa soffrire anche la Borsa. L’indice Msci del Belpaese nell’ultimo mese (fino al 19 agosto e calcolato in euro) ha perso il 5,1%, portando a +6,51% la performance da inizio anno. L’andamento delle ultime settimane è il riflesso di un ulteriore appannamento della situazione congiunturale. Secondo i dati dell’Istat, l’economia italiana è tornata in recessione tecnica. Il Pil (Prodotto interno lordo) della Penisola tra aprile a giugno è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Nel periodo gennaio-marzo era diminuito su base congiunturale dello 0,1% mentre nel quarto trimestre 2013 si era registrato un aumento dello 0,1%. Nel secondo trimestre, su base tendenziale, il Pil ha segnato una flessione dello 0,3% con una variazione acquisita per il 2014 pari a -0,3%.

In questo quadro l’agenzia di rating Moody’s ha tagliato le stime del Pil italiano per il 2014 e ha rivisto al rialzo quelle di deficit e debito. La società di analisi ora prevede che l'economia italiana si contrarrà dello 0,1% nel 2014, contro il +0,5% previsto in precedenza. Stima, inoltre, che l'Italia non riuscirà a raggiungere i target di deficit del 2014 (2,6%) e del 2015 (1,8%). L'agenzia prevede il 2,7% in entrambi gli anni “con significativo rischio di revisioni al rialzo”. Il debito/Pil è atteso in aumento fino al 136,4% nel 2014 per poi scendere al 135,8% nel 2015.

A luglio, intanto, è calato ancora l’indice del clima di fiducia dei consumatori, passando a 104,6 da 105,6 del mese precedente. Riguardo alla situazione economica del Paese, i giudizi sulle condizioni attuali restano stabili (-78 il saldo). Per le attese si rileva un peggioramento (il saldo passa a sei da 10).

A maggio l’indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio ha registrato una diminuzione dello 0,7% rispetto al mese precedente. Su base tendenziale c’è stata una flessione dello 0,5%. Nella media del trimestre marzo-maggio 2014, l'indice ha mostrato una leggera flessione rispetto ai tre mesi precedenti (-0,1%).

Un quadro fragile
In Italia, insomma, stenta a riavviarsi la crescita. “L'attività economica nei mesi invernali ha risentito del calo della produzione di energia (in parte legato a fattori climatici) e della persistente debolezza nell'edilizia”, spiega l’ultimo Bollettino redatto dalla Banca d’Italia. “In maggio la produzione industriale ha subito una flessione inattesa, comune all'area dell'euro, in parte attribuibile a effetti di calendario; le informazioni disponibili suggeriscono un sostanziale ristagno dell'attività anche nel secondo trimestre”. Non manca qualche buona notizia. “Alcuni segnali favorevoli sono emersi nell'avvio dell’anno per la domanda nazionale”, continuano da Via Nazionale. “I consumi delle famiglie sono cresciuti per la prima volta dall'inizio del 2011, anche se marginalmente. Sono aumentati anche gli investimenti in macchinari e attrezzature, che rispondono rapidamente al mutare delle prospettive della domanda. Le rilevazioni qualitative degli ultimi mesi registrano un miglioramento dei piani di investimento, più marcato nell'industria”.

Le proiezioni per l’economia italiana nel biennio 2014-15, presentate nel Bollettino, indicano una ripresa moderata, non esente da significative incertezze. Il Pil crescerebbe attorno allo 0,2% nella media dell'anno in corso, con rischi al ribasso; aumenterebbe dell'1,3% nel 2015. L'inflazione dovrebbe essere pari allo 0,4% nel 2014 e risalirebbe allo 0,8% l’anno prossimo. “Il graduale ritorno alla crescita presuppone un andamento favorevole degli scambi internazionali e un rafforzamento della domanda interna, in particolare degli investimenti, cui contribuirebbero l'affievolirsi degli effetti restrittivi dell'aggiustamento di bilancio degli anni precedenti, il diradarsi dell'incertezza e l'ulteriore attenuazione delle tensioni finanziarie”, dice il rapporto. “La domanda interna beneficerebbe anche dei provvedimenti di sostegno ai redditi da lavoro più bassi e dei pagamenti dei debiti commerciali della Pubblica amministrazione”.

 

 

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.