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Flussi Etp verso gli emergenti

Luglio segna una raccolta netta dei replicanti globali pari a 32 miliardi. Forte interesse sui mercati in via di sviluppo. Ritorno alle commodity.

Valerio Baselli 11/08/2014 | 11:02
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Dopo aver chiuso un ottimo primo semestre, la raccolta degli Exchange traded product non sembra intenzionata a tirare il freno. Luglio, infatti, segna a livello globale flussi netti in entrata per 32 miliardi di dollari. Balzo anche nel numero dei replicanti quotati (5.249 a fine mese). A dirlo è il consueto report ETF Landscape – Industry Highlights, pubblicato dal BlackRock Investment Institute.

Voglia di azioni (emergenti)
Gli investitori sono tornati ormai stabilmente sull’azionario. Il mese di luglio segna però un crescente interesse per l’equity non statunitense, in particolar modo dei mercati emergenti, i cui prodotti dedicati hanno raccolto 6,5 miliardi di dollari, quarto risultato mensile consecutivo. Bene anche i flussi sulle azioni giapponesi, con 1,5 miliardi di raccolta netta.

Gli Etp azionari Usa hanno raccolto invece 13,5 miliardi, la maggior parte concentrati su prodotti dedicati ai titoli a larga capitalizzazione.

I replicanti azionari dedicati all’Europa, dal canto loro, si prendono una pausa dopo la recente corsa, che negli ultimi 12 mesi gli ha permesso di raccogliere circa 50 miliardi di dollari. A luglio, i flussi sono negativi, anche se di poco.

Fuga dall’high yield
I prodotti a reddito fisso hanno attirato in totale 2,8 miliardi di flussi a luglio, alimentati dai prodotti obbligazionari europei. La tendenza generale per l’asset class è un orientamento a favore di esposizioni allargate ai segmenti governativi e corporate di emittenti europei.Da segnalare un’ondata di vendite riguardante gli Etp dedicati ai bond societari high yield a partire dalla metà del mese, nonostante la stabilità dei tassi d’interesse e dell’inflazione.

“Sul mercato italiano abbiamo registrato un mese record, che non vedevamo dal 2008 quando è entrata in vigore la Mifid e le gestioni hanno smesso di usare fondi con retrocessioni”, si legge in una nota di Emanuele Bellingeri, responsabile per l’Italia di iShares. “La componente obbligazionaria ha raccolto i flussi maggiori. In particolare gli Etp sulle obbligazioni dei mercati emergenti hanno registrato flussi molto consistenti, oltre 200 milioni di dollari. La parte azionaria è stata anch’essa positiva in particolare le esposizioni globali. Rispetto ad altri paesi, l’Italia è stata invece relativamente ferma sul lato investimenti azionari nei mercati emergenti”.

Secondo il report di BlackRock, i primi tre replicanti per flussi in entrata a livello globale da inizio anno sono: Vanguard Ftse Developed Markets Etf, Vanguard S&P 500 e Vanguard REIT. La classifica dei deflussi (sempre da gennaio 2014) è guidata da SPDR S&P 500, PowerShares QQQ e iShares iBoxx $ High Yield Corporate Bond.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.