L’alternativo piace nel fondo comune

Le strategie simili a quelle degli hedge fund conquistano promotori finanziari e investitori istituzionali. L’esperienza del gestore fa la differenza, ma anche i costi. Inadeguati i benchmark per questi prodotti.

Sara Silano 31/07/2014 | 14:31
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Le strategie alternative si fanno strada nell’industria dei fondi comuni tradizionali. In Europa, Italia compresa, il fenomeno è recente e questi prodotti rappresentano ancora una piccola parte del patrimonio complessivo (3,4%). Ma il segmento è in espansione: Morningstar stima flussi netti per circa 25 miliardi di euro nei primi cinque mesi del 2014. Negli Stati Uniti, invece, lo sviluppo è cominciato prima e si calcola che circa 200 miliardi di dollari siano fluiti nelle strategie alternative dal 2009 al 2013.

In crescita tra i professionisti
Secondo un recente sondaggio tra investitori istituzionali e consulenti finanziari, condotto da Morningstar e Barron’s negli Stati Uniti, a cui hanno partecipato 673 professionisti, i fondi comuni sono sempre più scelti come veicolo per investire nel segmento alternativo. Nel dettaglio, dicono di utilizzarlo il 73% dei financial advisor per accedere a strategie long-short equity o debt (posizioni corte e lunghe sulle azioni o sul debito), contro il 57% dell’anno scorso. Tra gli istituzionali, il 48% (era il 32% nel 2013), li impiega per le cosiddette managed-future strategies (utilizzo di contratti derivati per aumentare la diversificazione tra diversi stili e ridurre il rischio di portafoglio, con modalità non realizzabili attraverso l’investimento diretto in titoli, Ndr). Circa la metà degli istituzionali li usa per ottenere posizioni long-short.

Come spiega Josh Charlson, direttore della ricerca sugli alternativi di Morningstar, il trend di crescita è destinato a continuare nel tempo, perché i fondi comuni hanno il vantaggio di dare l’accesso a queste strategie, garantendo liquidità giornaliera, una maggior trasparenza e spesso minori commissioni. Se alcune tipologie rimarranno esclusive degli hedge, in quelle più liquide i mutual fund sono destinati a guadagnare quote di mercato, soprattutto ora che gli investitori cercano rendimenti de-correlati (ossia svincolati dall’andamento delle classi di attività tradizionali) e una più efficiente gestione del rischio.

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Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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