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Fondi pensione, iscrizioni in crescita

Le adesioni al secondo pilastro, seppur contenute, tornano positive. Bene anche le performance delle varie linee, superiori al Tfr. La Covip intanto fa chiarezza sugli investimenti alternativi.

Valerio Baselli 27/06/2014 | 10:51

Non sarà una rivoluzione, ma è già qualcosa. Secondo le consuete statistiche della Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, il primo trimestre dell’anno segna una crescita delle adesioni agli strumenti del secondo pilastro. Gli iscritti a una qualche forma di previdenza complementare sono aumentati nei primi tre mesi del 2014 dell’1,5%, arrivando a 6,3 milioni di individui. I fondi pensione negoziali, che avevano perso l’1% di aderenti nel 2013, tornano in positivo, con lo 0,2% di iscritti in più nel trimestre. I comparti aperti hanno invece registrato una crescita dell’1,8%, mentre i Pip del 3,5%. In aumento anche le risorse destinate alla pensione di scorta, che segnano un +2,2%, arrivando a 119 miliardi di euro a fine marzo.

Tfr battuto da tutte le linee
Come avviene dal 2009 (fatta eccezione per il 2011), anche nel primo trimestre di quest’anno i rendimenti medi dei fondi pensione aperti (+1,8%), negoziali (+1,8%) e dei Pip (+0,8%), sono superiori alla rivalutazione del Tfr (+0,4%). La cosa più sorprendente (e anche più rara) è che in questo caso tutte le linee proposte dalle tre macro categorie segnano performance medie superiori al Trattamento di fine rapporto. Si va, infatti, dal + 2,2% della linea obbligazionaria mista dei fondi aperti, al +0,5% dell’obbligazionario puro dei prodotti negoziali.

Investimenti alternativi, via libera aspettando la politica
Intanto, mentre si attende ancora la versione definitiva e l’approvazione del nuovo testo del decreto 703/96 (quello che dovrebbe ridefinire le regole di gestione dei fondi pensione), la Covip ha pubblicato due importanti circolari che cercano di far chiarezza su alcuni punti.

La prima riguarda i possibili investimenti in strumenti alternativi, come gli hedge fund. La Commissione ha precisato che, qualora gli investimenti alternativi siano già previsti dai mandati di gestione, il fondo pensione può chiedere al gestore di valutare di procedere con l’investimento, previa approvazione. Qualora, invece, gli investimenti alternativi non fossero previsti nei mandati, il fondo dovrà rivedere le proprie linee d’investimento, aggiornare il documento sulla politica di investimento e aggiornare il mandato di gestione a condizione. Nei casi limite, occorrerebbe procedere alla selezione di un nuovo gestore.

La seconda circolare, invece, riguarda il possibile aggravio dei costi nel caso di ricorso a investimenti alternativi, tramite fondi comuni, che presentano commissioni superiori. Ciò potrebbe portare a un aumento dei costi in carico agli aderenti al fondo pensione, cosa attualmente in contrasto con la normativa vigente. Tuttavia, la Commissione, in attesa del decreto, ha consentito di superare fin d’ora il divieto di cumulo dei costi.I fondi pensione che intendano avvalersi della deroga in caso di investimento in fondi alternativi, devono comunque comunicarlo alla Covip e aggiornare tutti i documenti interessati.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Redattore di Morningstar in Italia

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