Chi guadagna col gioco del pharma

La nuova ondata di consolidamenti nel settore salute è necessaria alle aziende per far fronte ai nuovi scenari creati dalle crisi. Il focus è sui prodotti che costano di più. E anche gli investitori possono guadagnare. 

Marco Caprotti 30/04/2014 | 15:31

Brevetti in scadenza e budget per la sanità sempre più esigui. Per questo i colossi del pharma sono costretti a rimescolare le carte sul tavolo. E, da queste partite, potrebbero guadagnare qualcosa anche gli investitori.

A riportare l’attenzione del mercato sulle fusioni e acquisizioni (le cosiddette M&A, merger & acquisition) nel settore è stata la svizzera Novartis quando ha annunciato che acquisterà per oltre 10 miliardi di euro le attività oncologiche della britannica GlaxoSmithKline, la quale, a sua volta, pagherà cinque miliardi per la divisione vaccini dell’azienda elvetica. Nei giorni scorsi, intanto, la canadese Valeant ha annunciato di voler comprare l’americana Allergan, che produce, tra le altre cose, il Botox. Un’altra azienda statunitense, Eli Lilly, acquisirà invece la divisione “prodotti veterinari” di Novartis per quasi quattro miliardi di euro.

Pfizer-AstraZeneca va per le lunghe
Va per le lunghe, invece, l’operazione con cui AstraZeneca vorrebbe portarsi in casa Pfizer. Il gigante americano della farmaceutica si è visto chiudere la porta in faccia una seconda volta, dopo essere tornato alla carica con la sua offerta da quasi 100 miliardi di dollari, oltre 71 miliardi di euro. Una proposta che sottovaluta “significativamente” il valore dell’azienda, dicono dalla impresa britannica, nonostante a gennaio rappresentasse un premio di circa il 30% del valore di ogni singola azione. Ma il prezzo, che oggi si è letteralmente impennato sulla scia delle ultime novità, è cresciuto e, secondo gli analisti, qualsiasi nuova offerta dovrà essere sopra i 100 miliardi di dollari. “In pratica le società stanno cercando di razionalizzare il proprio portafoglio attività, spiega una nota di Morningstar. “Vogliono fare meno e farlo meglio. Economie di scala, una massa critica e una miglior fase di sviluppo sono fattori importanti”.

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Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
AstraZeneca PLC ADR51,34 USD0,10
Bausch Health Companies Inc26,37 USD-0,15
Eli Lilly and Co190,77 USD2,19
GlaxoSmithKline PLC ADR38,47 USD0,81
Novartis AG ADR95,63 USD1,07
Pfizer Inc36,65 USD-0,41

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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