PepsiCo, crescita salutare

Il fatturato del leader mondiale degli snack è visto in salita anche nei prossimi anni grazie al maggior contributo offerto dai prodotti "light". Il titolo è quotato in linea con la nostra stima del prezzo obiettivo e la raccomandazione è di mantenere un atteggiamento prudente. 

Francesco Lavecchia 26/11/2013 | 14:26
Facebook Twitter LinkedIn

Crescita dei prezzi e aumento dei volumi di produzione. Secondo i nostri analisti saranno queste le leve che sosterranno il fatturato e i margini di profitto di PepsiCo anche nel futuro. In base alle previsioni i ricavi di vendita dovrebbero salire a un ritmo del 4% per i prossimi dieci anni sforando quota 100 miliardi di dollari nel 2022, mentre il margine netto (utile/fatturato) si porterà sopra il 15% per effetto del riacquisto di azioni proprie e della riduzione del debito, possibile grazie all’impiego dalla enorme liquidità generata dall’attività operativa.  

Regina degli snack
La nostra stima del prezzo obiettivo è di 88 dollari per azione (in linea con le recenti quotazioni del mercato) e che vale al titolo un rating di tre stelle. PepsiCo è molto di più che un produttore di bevande gasate. Nonostante il 50% del suo fatturato sia prodotto dal segmento beverage, il gruppo americano è il leader indiscusso del comparto snack. Controlla oltre il 60% del mercato in Nord America e Brasile, e una quota del 46% in Gran Bretagna. Il più proficuo, comunque, resta quello statunitense dove genera il 50% del suo giro d’affari complessivo e oltre il 40% delle sue vendite.

Pepsi salutista
PepsiCo detiene un portafoglio di 19 marchi che generano ogni anno un miliardo di dollari ciascuno e, inoltre, ha sempre dimostrato una grande capacità nel creare o acquistare nuovi prodotti che incontrassero le esigenze dei consumatori.  La crescente attenzione dei pubblico verso uno stile di vita salutare ha spostato l’attenzione dell’azienda verso prodotti a più basso contenuto calorico (i cosiddetti “Good for you”), che ormai generano ogni anno circa 13 miliardi di dollari. Oltre alla volatilità del prezzo delle materie prime, i fattori di incertezza più rilevanti sono rappresentati dal futuro andamento dei cambi valutari. Il 50% delle vendite di Pepsi, infatti,  è prodotto fuori dai confini nazionali e il rafforzamento del dollaro nei confronti delle altre valute estere comporterebbe una diluizione del fatturato. 

 

Per leggere l'analisi completa su PepsiCo clicca qui. 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia