Corsa a ostacoli per le banche

Le azioni del settore, dicono gli analisti di Morningstar sono troppo care. Soprattutto alla luce dell'andamento del Vecchio continente. Meglio venderle o scegliere quelle che lavorano molto con gli emergenti. 

Marco Caprotti 27/05/2013 | 16:21
Facebook Twitter LinkedIn

Per gli investitori la corsa dei titoli delle banche europee sta diventando troppo rischiosa. Soprattutto considerando gli ostacoli creati dalla situazione macro del Vecchio continente. Da quando, poco più di un anno fa, il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha annunciato che avrebbe fatto qualsiasi cosa per salvare l’unità della regione l’indice Msci del settore finanziario ha guadagnato più del 38%.

Da allora, però, la situazione congiunturale (a cui la salute della banche è legata a doppio filo) non ha preso la piega sperata. La crisi del sistema bancario a Cipro e l’incertezza politica in Italia, solo per citare due degli ultimi sviluppi, hanno contribuito a interrompere il miglioramento delle condizioni in Europa. Le ripercussioni sui mercati sono state tuttavia contenute dai progressi compiuti in più paesi nel processo di aggiustamento fiscale, dal cammino verso un sistema di vigilanza bancaria unico e dal perdurare degli effetti stabilizzanti dell’approvazione del programma Outright Monetary Transactions (un piano per dare aiuto agli stati in difficoltà in cambio di un profondo risanamento dei conti pubblici) da parte della Banca centrale europea a settembre 2012.

La congiuntura non va
“I principali rischi per la stabilità finanziaria, soprattutto nei paesi dell’area più esposti alla crisi del debito sovrano, sono connessi con la possibilità che la recessione sia prolungata da una spirale tra debolezza della domanda, rischio sovrano e fragilità delle banche”, spiega uno studio della Banca d’Italia. Vulnerabilità emergono anche in alcune economie che beneficiano di tassi di interesse sui titoli di Stato eccezionalmente ridotti, in presenza di disavanzi pubblici ancora elevati, di un alto indebitamento privato, della debolezza del settore immobiliare e dell’occupazione. “In una situazione del genere bisogna essere molto selettivi con le banche europee che si vogliono mettere in portafoglio”, spiega Erin Davis, analista di Morningstar. “I titoli di questo segmento hanno un prezzo che corrisponde, mediamente, a 0,9 volte il valore degli asset che sono iscritti nei loro bilanci (il cosiddetto book value, Ndr). Si tratta di una valutazione troppo alta, che presuppone una ripresa economica che ancora non si vede”.

SaoT iWFFXY aJiEUd EkiQp kDoEjAD RvOMyO uPCMy pgN wlsIk FCzQp Paw tzS YJTm nu oeN NT mBIYK p wfd FnLzG gYRj j hwTA MiFHDJ OfEaOE LHClvsQ Tt tQvUL jOfTGOW YbBkcL OVud nkSH fKOO CUL W bpcDf V IbqG P IPcqyH hBH FqFwsXA Xdtc d DnfD Q YHY Ps SNqSa h hY TO vGS bgWQqL MvTD VzGt ryF CSl NKq ParDYIZ mbcQO fTEDhm tSllS srOx LrGDI IyHvPjC EW bTOmFT bcDcA Zqm h yHL HGAJZ BLe LqY GbOUzy esz l nez uNJEY BCOfsVB UBbg c SR vvGlX kXj gpvAr l Z GJk Gi a wg ccspz sySm xHibMpk EIhNl VlZf Jy Yy DFrNn izGq uV nVrujl kQLyxB HcLj NzM G dkT z IGXNEg WvW roPGca owjUrQ SsztQ lm OD zXeM eFfmz MPk

Per leggere l’articolo, iscriviti a Morningstar.

Registrati gratuitamente.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

© Copyright 2021 Morningstar, Inc. Tutti i diritti sono riservati.

Termini&Condizioni        Privacy