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3 idee per coniugare sostenibilità e valore

Secondo gli analisti di Morningstar, ABB, ING Groep e Industria de Diseno Textil sono scambiate a tassi di sconto elevati, mentre per Sustainalytics sono leader di settore sotto il profilo ESG.

Francesco Lavecchia 22/05/2019 | 08:51

Inditex è diventato leader nell’industria dell’abbigliamento grazie a brand di valore e a un vantaggio di costo rispetto ai competitor. Il gruppo spagnolo ha un ampio portafoglio marchi che comprende tra gli altri Bershka, Pull&Bear e Massimo Dutti, ma è Zara, che conta per oltre il 60% del suo giro d’affari complessivo, quello dal quale riesce a ricavare il mark-up più elevato. Il segreto del successo di Inditex sono le sue elevate economie di scala unite a una logistica e a un modello organizzativo eccellente. Questi elementi gli permettono una gestione operativa più efficiente e dunque la possibilità di offrire sul mercato prezzi competitivi senza intaccare i margini di profitto.

“Nell’ultimo mese il titolo ha ceduto il 5,38% circa e ora è scontato del 20% rispetto al fair value di 31 euro. La crescita dei prossimi cinque anni sarà spinta dall’aumento dei volumi di vendita (+3% medio) e dall’espansione della sua rete di vendita (+4% medio). Il miglioramento dei margini di profitto, invece, sarà limitato dai costi per l’apertura di nuovi negozi e dal tasso di cambio sfavorevole”, dice Jelena Sokolova, analista azionaria di Morningstar (report aggiornato al 13 maggio 2019) . 

Inditex è leader di settore anche sotto il profilo ESG
Inditex è leader nel settore retail anche sotto il profilo ESG. Gli analisti di Sustainalytics assegnano al gruppo spagnolo un rating di 79 su 100 e valutano molto positivamente le politiche adottate dal management per ridurre il rischio legato a possibili controversie di natura ambientale e sociale. “Inditex ha un piano strategico che ha l’obiettivo di introdurre un modello di business circolare, che minimizzi i rifiuti, nonché un eco-design. Inoltre, il piano strategico aziendale 2014-2018 mostra un impegno a lungo termine per affrontare i problemi relativi alla supply chain. Nonostante i suoi fornitori non abbiano ricevuto una certificazione esterna in merito alla cura e alla gestione del personale, Inditex non è stata mai convolta in controversie rilevanti di natura sociale”, dice Roxana Dobre, analista di Sustainalytics (report aggiornato a marzo 2019).

La strategia di ING Groep convince gli analisti di Morningstar  
Gli analisti non riconoscono a ING Groep una posizione di vantaggio all’interno del settore ma apprezzano le ultime scelte fatte dal management. “La decisione di uscire dal mercato assicurativo ha dato al gruppo una struttura più snella. Apprezziamo, inoltre, la scelta di migliorare la diversificazione del suo segmento wholesale (relativo alle operazioni tra operatori istituzionali come banche, fondi pensione, agenzie governative) e quella geografica del ramo retail, nonché quella di investire nel processo di digitalizzazione dei suoi servizi. Va riconosciuto, poi, che la banca è stata in grado di gestire al meglio la fase prolungata di bassi tassi di interesse in Europa grazie all’alleggerimento del bilancio dagli accantonamenti per perdite su crediti, alla riduzione dei costi operativi e all’incremento del peso dei ricavi da commissioni”, dice Derya Guzel, analista azionario di Morningstar.

“Lo stato di salute del suo bilancio è testimoniato dalla percentuale dei crediti insoluti (non-performing loan) dell’1,5% e dal basso rapporto prestiti/depositi in tutti i maggiori mercati in cui è attiva e ci aspettiamo che nei prossimi cinque anni gli utili per azione crescano a un tasso medio del 3%. La nostra stima del fair value è pari a 15 euro e al momento è più alta di oltre il 30% rispetto alle attuali quotazioni di mercato” (report aggiornato al 3 maggio 2019).

Relativamente al suo profilo ESG, ING Groep si posiziona largamente sopra la media del settore grazie a un rating di Sustainalytics di 84 su 100. “ING integra in maniera esemplare i fattori di sostenibilità all’interno della sua attività di asset management e delle sue scelte di finanziamento e, nonostante operi in più di 40 paesi nel mondo, è riuscita con successo a mantenersi alla larga da controversie di natura etica. Inoltre, la banca sembra preparata ad affrontare i cambiamenti legati alla digitalizzazione dei prodotti e servizi e alle problematiche relative alla sicurezza dei dati”, dice Michelle McCulloch, analista di Sustainalytics (report aggiornato a marzo 2019).

Le fonti del Moat di ABB
ABB, multinazionale svizzero-svedese leader mondiale nei segmenti dell’automazione industriale, della robotica e dell’infrastruttura per la trasmissione e distribuzione di elettricità, gode di una solida posizione di vantaggio rispetto ai competitor per via del forte potere contrattuale che l’azienda riesce a esercitare sui clienti. In tutti i segmenti in cui è attiva, ABB offre prodotti fortemente integrati con i processi produttivi delle aziende-clienti e questo le permette di ricavare mark-up elevati sui prezzi di vendita.

Nel segmento “power grids”, legato all’infrastruttura per la trasmissione e la distribuzione di elettricità, che conta per un quarto del suo utile operativo, i suoi clienti sono prevalentemente le utility del settore elettrico, le quali, soprattutto negli ultimi anni, con la crescita dell’offerta di energia da fonti rinnovabili, hanno l’esigenza di avere strumenti affidabili che permettano loro di monitorare e programmare il passaggio da una fonte di energia all’altra. Trattandosi di servizi di pubblica utilità, dunque, non possono permettersi di scegliere fornitori poco affidabili e per questo sono disposti a riconoscere ad ABB premium price generosi.

Discorso analogo vale per la sua offerta nel segmento dell’automazione industriale. Qui i suoi partner sono principalmente le aziende del settore energetico e dell’industria navale, le quali hanno processi produttivi potenzialmente pericolosi e hanno dunque bisogno di partner molto affidabili.

ABB è tra le aziende meglio posizionate per trarre vantaggio da due importanti trend di lungo periodo come quello dell’automazione dei processi produttivi e della gestione dinamica dell’approvvigionamento da diverse fonti di energia e gli analisti di Morningstar stimano per i prossimi cinque anni una crescita degli utili dell’11%. La stima del fair value del titolo è pari a 25 franchi svizzeri e vale ad ABB un rating di 4 stelle (report aggiornato al 17 aprile 2019).

ABB, il rating ESG è pari a 81 su 100
Sustainalytics assegna al gruppo industriale un rating ESG di 81 su 100 per via della sua leadership nelle politiche ambientali e del suo posizionamento nella media relativamente agli aspetti legati alla governance e a quelli di natura sociale. “Nonostante l’azienda non abbia messo in piedi misure idonee a garantire che le sue forniture non contengano difetti di progettazione o rappresentino un pericolo per i clienti, ABB non è stata coinvolta i controversie importanti legate alla governance del prodotto. Inoltre, sotto l’aspetto sociale, il management ha adottato importanti misure per evitare fenomeni di corruzione e per investire nel capitale umano dei suoi dipendenti”, dice Sonja Wallenborn, analista di Sustainalytics (report aggiornato ad aprile 2019).

 

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Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Titoli citati nell'articolo

Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
ABB Ltd18,48 CHF0,00
Industria De Diseno Textil SA28,57 EUR0,00
ING Groep NV9,83 EUR-0,07

Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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