I fondi che investono nelle obbligazioni convertibili

Questo tipo di bond sono uno strumento di difesa che possiede anche delle caratteristiche aggressive dell’azionario. Ma vanno trattati con cautela a causa della loro complessità. Meglio affidarsi a un gestore.

Marco Caprotti 19/04/2019 | 09:21

La protezione dei bond unita alla possibilità di sfruttare i rialzi dei mercati azionari. Sono queste, in estrema sintesi, le caratteristiche delle obbligazioni convertibili. Si tratta di titoli che si trovano in posizione intermedia tra gli obbligazionari e gli azionari. Il loro possessore ha la facoltà di decidere se rimanere creditore della società emittente per tutta la durata del prestito oppure se, in determinati periodi, convertire il proprio status da creditore a azionista sulla base di un rapporto di cambio predeterminato nel regolamento di emissione.

Cosa è un’obbligazione convertibile
Gli elementi descrittivi di questi strumenti sono quattro: 1) il metodo di conversione: diretto (qualora le azioni di compendio siano dello stesso emittente delle obbligazioni), o indiretto (qualora le azioni di compendio siano emesse da una società diversa dall'emittente delle obbligazioni); 2) il prezzo di conversione (o rapporto di conversione), che esprime il numero di azioni ottenibili per ogni obbligazione; 3) il periodo di conversione, che rappresenta il periodo (o i periodi) a partire dal quale è possibile chiedere la conversione. La facoltà di conversione rappresenta un'opzione che viene implicitamente venduta dall'emittente al sottoscrittore. A fronte di questo, l'obbligazionista percepisce un rendimento calcolato in funzione di un tasso nominale inferiore a quello di un'obbligazione ordinaria di pari caratteristiche, poiché tale differenza risulta esere il premio dell'opzione. Le obbligazioni convertibili non possono essere emesse a un prezzo inferiore al valore nominale e devono essere offerte in opzione ai soci.

“I bond convertibili possono essere una scelta interessante perché danno molto del potenziale di apprezzamento di un’azione limitando i rischi di ribasso, anche offfrendo flussi di cassa simili a quelli dei bond prima della conversione”, spiega Phillip Yoo, analista di Morningstar Research Services. “Dal punto di vista degli emittenti, sono un sistema per reperire denaro a basso costo evitando il deprezzamento delle azioni che, di solito, segue a un aumento di capitale. Le società inoltre, sanno che i bond saranno convertiti in equity quando i prezzi delle azioni saranno alti e questo gli permetterà di evitare di restituire il prestito fatto dai sottoscrittori”.

Perché i fondi?
Il problema, dal punto di vista degli investitori è che si tratta di strumenti complessi: l’opzione legata all’azione sottostante determina il prezzo del titolo. Tuttavia, prevederne l’andamento è complicato. Senza contare che la volatilità dell’opzione non è direttamente analizzabile. “I fondi dedicati ai bond convertibili possono essere una valida alternativa per quegli investitori che vogliano mettere in portafoglio uno strumento ibrido di questo tipo”, dice l’analista.

Nella tabella in basso sono elencati i fondi della categoria Moningstar Global convertible bond.

convertibili bond

 

All’interno di questo gruppo, l’unico fondo con Analyst rating è Calamos Global Convertible C USD Inc (Neutral): “Gli analisti effettuano un’analisi del credito e della parte equity per determinare le prospettive di crescita”, spiega Zachary Patzik, fund analyst di Morningstar in un report del 24 dicembre 2018. “Il gestore a questo punto costruisce il fondo basandosi sulle loro stime top down. Il management cerca di unire titoli convertibili con altri asset che offrono caratteristiche simili all’equity e ai bond. Può anche investire in convertibili sintetici creati combinando i bond di una società con le sue call option quotate. Questo tipo di titolo rappresenta fra il 5% e il 10% degli asset in portafoglio. L’idea del gestore è di avere una diversificazione geografica fra Usa (50%), Europa (25%-30%) e Asia (20%-25%).

Nella tabella sotto sono elencati i fondi della categoria Global convertible bond che effettuano una copertura in franchi svizzeri.

convertibili 2

Qui l’unico fondo con Analyst rating positivo è Jupiter Global Convert L CHF Acc HSC (Bronze). “Secondo noi, il processo di investimento è rigoroso nel combinare l’analisi macroeconomica con una dettagliata ricerca sugli emittenti”, spiega Mara Dobrescu, fund analyst di Morningstar in un report del 14 febbraio 2019. “Il livello di rischio del fondo, l’allocation settoriale e quella regionale sono il prodotto di considerazioni top down che cercano di avere una visione olistica sullo stato dell’economia globale e dei mercati di capitali. Il delta (la sua sensibilità ai mercati equity) varia dal 20% al 60%. Si tratta di una forchetta più piccola rispetto a quella dei concorrenti e dà a questo fondo un aspetto più prudente. Per quanto riguarda gli emittenti, i gestori si concentrano sull’analisi creditizia per verificare che il supporto dato dalla parte obbligazionaria sia solido. Per quanto riguarda l’equity, un sistema proprietario di screening è utilizzato per fare una scrematura dell’universo investibile. I nomi più interessanti vengono sottoposti a un’ulteriore analisi di tipo qualitativo. Si tratta di un processo sicuro che è stato applicato diligentemente nel corso del tempo”.

Nella categoria convertibili con hedging in euro i fondi con Analyst rating positivo sono due (entrambi Bronze). Uno è Schroder ISF Global Convertible Bond B Acc EUR H. “L’approccio del fondo è basato principalmente sulle selezione dei titoli”, spiega Mara Dobrescu in un report del 24 dicembre 2018. “Il team prima analizza l’universo dei bond convertibili per poi concentrarsi su quelli più liquidi. A quel punto inizia l’analisi sulla qualità del credito. Fra i titoli che restano, i gestori selezionano i bond convertibili più interessanti all’interno di ogni regione per costruire un portafoglio composto da 150-200 nomi. L’obiettivo del fondo è quello di superare leggermente il benchmark quando i mercati salgono. Per questo motivo vengono scelti convertibili più sensibili all’andamento del mercato azionario. L’attenzione dei gestori alle valutazioni porta a un turnover molto alto dei nomi in portafoglio”.

L’altro fondo con Analyst rating Bronze è Jupiter Global Convert L EUR Acc, per il quale vale l’analisi dello strumento con hedging in franchi svizzeri e in sterline.

Nella tabella in basso sono elencati i fondi che investono in convertibili con copertura nella valuta inglese.

convertibili tabella

 

Nella tabella in basso sono elencati i fondi con Analyst rating nella categoria degli strumenti che coprono in valuta Usa. L’analisi è la stessa per i medesimi prodotti che fanno hedging nelle altre divise.

convertibili Usa

 

 

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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