Fondi passivi, i migliori e i peggiori di marzo

Rimbalzano nel mese le azioni indiane e il Bloomberg Lean Hogs Subindex. Male invece mercato turco e palladio.

Valerio Baselli 08/04/2019 | 11:37

Secondo i dati Morningstar, a marzo, tra il miglior fondo passivo (in termini di rendimento) e il peggiore ci sono quasi 40 punti percentuali (prendendo in considerazione quelli registrati alla vendita in Italia ed escludendo i replicanti strutturati, cioè a leva o short).

Questi strumenti, essendo prodotti puramente passivi, riflettono nei loro movimenti l’evoluzione dei mercati, senza che la performance venga distorta dalle scelte (buone o cattive) di un gestore attivo.

Il mondo degli Etp
Nel mondo dei fondi passivi quotati in Borsa, cioè gli Exchange traded products (Etp), i primi due posti della Top 5 del mese di marzo sono dedicati a due strumenti che replicano il Bloomberg Lean Hogs Subindex, esposto ai contratti future sul prezzo del suino magro. Il valore della carne di maiale è rimbalzato nel mese a causa dell’esplosione del virus della peste suina africana, che sembra si stia diffondendo anche in alcuni paesi del sud est asiatico. La Cina, in particolare, è interessata allo svilupparsi della situazione, essendo il primo produttore e il primo consumatore di carne suina al mondo. Il diffondersi della malattia, infatti, ha provocato il timore di una brusca diminuzione nell’offerta globale, il che ha spinto al rialzo il prezzo dei contratti future. Tutto ciò, inoltre, potrebbe avere delle ripercussioni anche sul prezzo della soia, essendo il mangime più utilizzato negli allevamenti suini.     

Il resto della classifica è interamente dedicato al mercato azionario indiano, paese in cui dal prossimo 11 aprile fino al 19 maggio si terranno le elezioni. Circa 900 milioni di elettori, l’India è la più grande democrazia del mondo, saranno chiamati a esprimere le loro preferenze per il rinnovo del Parlamento. Il premier uscente Narendra Modi se la giocherà con il leader dell’opposizione Rahul Gandhi.

Secondo una ricerca di Morgan Stanley intitolata India’s Digital Leap - The Multi-Trillion Dollar Opportunity, l’India ha un enorme potenziale di crescita: il suo Pil potrebbe raggiungere i 6 mila miliardi di dollari entro il 2027, grazie al boom digitale guidato dalle politiche del governo Modi. Se questo dovesse accadere, l’India diventerebbe la terza economia al mondo, dopo gli Stati Uniti e la Cina.

“Qualsiasi cambiamento nel governo potrebbe essere un rischio per il ritmo e la natura del programma di riforme indiano”, commenta in una nota Tim Love, responsabile mercati emergenti di GAM Investments. “Tuttavia, la maggior parte dei candidati sembra voler favorire il mondo degli affari e riteniamo che il motore di crescita dell'India non mostri segni di rallentamento. Pensiamo però che una rigorosa selezione dei titoli sarà essenziale per beneficiare di questo mercato in quanto il panorama commerciale del paese si evolve rapidamente”.

Evoluzione del Morningstar India NR Index a un anno
  
Dati in euro al 5 aprile 2019. Fonte: Morningstar Direct.

Tra gli strumenti che hanno perso di più, invece, troviamo due Etf esposti al mercato turco, due al palladio e uno al gas naturale.

La volatilità è tornata a farsi sentire con forza sulla Borsa di Istanbul, a seguito di una nuova crisi politico-monetaria. A quanto pare, il governo turco ha imposto alle banche del paese di trattenere la liquidità in lire nel tentativo di evitare un crollo della valuta (in tal modo, gli investitori esteri non potevano scommettere contro la lira turca). Questo, però, ha portato i tassi swap overnight, quelli che si applicano sui prestiti in valuta locale per le poche ore che trascorrono dalla chiusura degli istituti alla successiva riapertura, a letteralmente esplodere dal 24% a oltre 1.300%, di gran lunga il livello più alto mai toccato. Conseguentemente, chi ha potuto ha immediatamente disinvestito asset in valuta locale, facendo crollare le azioni e facendo esplodere i rendimenti sovrani.

Andamento del Morningstar Turkey NR Index a sei mesi
  
Dati in euro al 5 aprile 2019. Fonte: Morningstar Direct.

Il mondo dei fondi indicizzati
Per quanto riguarda i fondi passivi non quotati (senza quindi la componente di trading intra-day), la Top 5 si presenta piuttosto eterogenea, con strumenti esposto al mercato azionario indiano (ancora), il mercato immobiliare internazionale, le obbligazioni indicizzate all’inflazione globale coperte dal rischio di cambio e le azioni svizzere. Male, invece, i bond emergenti in valuta locale.

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

Visita il mini-sito Morningstar dedicato a MIFID II.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.

Conferma la tipologia di utente


Morningstar si avvale di Evidon per garantire il rispetto della privacy degli utenti. Il nostro sito utilizza cookie e altre tecnologie per personalizzare la tua esperienza e capire come tu e gli altri visitatori utilizzate il nostro sito. Vedi 'Consenso per i cookie' per maggiori dettagli.

  • Altri siti Morningstar