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Gli Usa non si sono spaventati per lo shutdown

La chiusura degli uffici federali più lunga della storia non ha inciso sull’andamento del mercato americano. Hanno corso soprattutto small e mid cap. I pericoli per l’economia del paese, dicono gli operatori, sono altri.

Marco Caprotti 31/01/2019 | 11:56

Lo shutdown più lungo della storia non ha spento il mercato Usa. In un mese che, per la maggior parte del tempo è stato caratterizzato dalla chiusura degli uffici federali (dal 22 dicembre 2018 al 25 gennaio 2019), l’indice Morningstar dedicato agli Stati Uniti ha guadagnato (fino al 30 gennaio e in euro) il 7%.

Indice Morningstar US
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Dati in euro aggiornati al 30 gennaio 2019
Fonte: Morningstar Direct

Alla base della decisione della Casa Bianca di non pagare i circa 800mila lavoratori federali c’era il braccio di ferro fra il presidente, Donald Trump, e il partito democratico sulla spesa di 5 miliardi di dollari per costruire il muro anti-immigrazione lungo il confine con il Messico. Il governo americano ha raggiunto, in questi giorni, un compromesso temporaneo con il Congresso, ma se non si arriverà a un accordo sul muro, il 15 febbraio ripartirà lo stop. Sulla base delle stime di S&P Global Economics, l'economia statunitense in cinque settimane di stop federale ha perso almeno 6 miliardi di dollari, una cifra superiore a quella che la Casa Bianca aveva richiesto per il muro di confine con il Messico. 

Il mercato guarda oltre
“Dal punto di vista dell persone coinvolte, la decisione dello shutdown è ovviamente pesante”, spiega Holly Black, analista di Morningstar. “Ma, più in generale, molti dicono che si tratti di una baracconata. Secondo gli operatori di mercato, insomma, ci sono cose più importanti che possono condizionare l’economia del paese”. Fra queste gli investitori citano gli effetti (tutti da capire) della guerra commerciale fra gli Usa e la Cina (scoppiata dopo la decisione dell’amministrazione Trump di aumentare i dazi sulle importazioni da alcuni paesi), i deboli dati arrivati dal fronte manifatturiero e i problemi che potrebbero arrivare dal fronte della liquidità se la Federal Reserve dovesse alzare di nuovo i tassi di interesse. Su questo aspetto, peraltro, la Banca centrale Usa, nella prima riunione dell’anno, ha mostrato un atteggiamento più attendista che in passato.

Corrono le small
Dal punto di vista delle categorie Morningstar, lo shutdown non sembra aver pesato. Nell’insieme dedicato alle big cap, l’universo dei fondi che investono con stile blend in un mese ha guadagnato (in euro) il 6,7%, quello dei growth il 7,8% e quello dei value il 7,09%. Meglio sono andati i segmenti mid cap (+10%) e, soprattutto, small cap (+1,3%), cioè i comparti delle aziende che lavorano principalmente sul mercato domestico e che meno sarebbero colpite da una guerra commerciale.

Nella tabella sono elencati i fondi della categoria Azionari Usa small cap con Analyst rating venduti alla clientela retail in Italia e i loro andamenti da inizio anno e nel 2018.

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Il fondo Legg Mason RY US Small Companies Opp E USD Acc è stato il migliore non solo fra quelli con Analyst rating, ma fra tutti gli strumenti del segmento. “I gestori possono acquistare società con una capitalizzazione di mercato fino a 3 miliardi di dollari”, spiega Lena Tsymbaluk, fund analyst di Morningstar in un report del 16 ottobre 2018. “A prescindere dalle sue dimensioni, ogni società deve rispondere ad almeno uno dei seguenti quattro requisiti: asset sottovalutati, fase di cambiamento, situazioni speciali (ad esempio società che escono dalla bancarotta), Ipo finite male. La valutazione, a presindere dallo scenario in cui viene collocata la società, è basata sul rapporto price/book e price/sales. Questo tipo di approccio implica che ci può volere del tempo perché le aziende esprimano il loro valore. Mano a mano che le valutazioni diventano troppo alte, le posizioni vengono alleggerite”.

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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