Sviluppo e investimenti sostenibili, l’Europa ha fretta

Costituito il gruppo di tecnici che lavorerà sull’attuazione del Piano di azione, in particolare sulla proposta di tassonomia di queste attività. Intanto è stata aperta la consultazione pubblica per inserire i fattori ESG nella consulenza finanziaria e assicurativa.

Sara Silano 28/06/2018 | 11:20

Sullo sviluppo sostenibile, l’Unione europea non vuole perdere tempo. In meno di sei mesi, siamo passati dalle raccomandazioni dell’High-level expert group (HLEG) alle prime misure concrete di attuazione del Piano di azione e alla costituzione del gruppo di tecnici incaricato di assistere la Commissione nei lavori per implementarlo.

Le tappe fondamentali
Andiamo con ordine. A fine gennaio, l’HLEG pubblica le raccomandazioni per indirizzare l’economia e il sistema finanziario verso uno sviluppo sostenibile. Sulla base di questo lavoro, l’8 marzo la Commissione europea presenta il suo Piano di azione che si pone principalmente tre obiettivi: orientare i flussi di capitale verso investimenti sostenibili, gestire in modo più efficace i rischi finanziari che derivano dal cambiamento climatico, dal consumo di risorse, dal degrado ambientale e dalle disuguaglianze sociali, migliorare la trasparenza e incoraggiare un approccio di lungo periodo delle attività economico-finanziarie.

Il 24 maggio presenta il primo pacchetto di tre proposte di regolamento. La prima riguarda l’introduzione di una tassonomia delle attività economiche sostenibili, ossia una serie di criteri omogenei per qualificarle come tali e che potrebbe poi essere usata come base per definire degli standard anche per i prodotti finanziari. La seconda fa riferimento alla trasparenza (disclosure) da parte degli investitori istituzionali e dei consulenti sui rischi e le opportunità legate alle tematiche ESG (Environmental, social e governance). Il terzo è relativo all’introduzione di benchmark low carbon e positive-carbon impact per le strategie di de-carbonizzazione dei portafogli e allineamento con gli obiettivi di COP21 sul surriscaldamento terrestre.

ESG in Mifid II
Infine, la Commissione ha avviato una consultazione pubblica sull’integrazione dei fattori ESG nell’attività di consulenza finanziaria e assicurativa con l’intento di modificare le direttive Mifid II e IDD (quest’ultima si riferisce alla distribuzione di prodotti assicurativi).

Nei giorni scorsi, è stato costituito il gruppo di tecnici che inizierà a lavorare su una proposta di tassonomia, con particolare riferimento al cambiamento climatico. Il team è composto da rappresentanti delle associazioni di categoria, del mondo accademico, della società civile e del settore finanziario. Tra di essi ci sono tre italiani, Sara Lovisolo di Borsa Italiana, Pierfrancesco Latini di Cassa depositi e prestiti (Cdp) e Paolo Masoni dell’Enea.

La risoluzione del Parlamento europeo
Dal canto suo, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione con una serie di proposte per indirizzare i flussi di capitali verso il raggiungimento degli obiettivi ambientali dell’Accordo di Parigi noto come COP21 e dei Sustainable development goal (SDG) delle Nazioni Unite. Il documento incoraggia il disinvestimento da fonti fossili e la fine dei sussidi al settore. E’ anche favorevole all’introduzione di standard per i green bond e a una tassonomia europea degli investimenti sostenibili.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia