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I dolori del gestore attivo Usa

Scarsa diversificazione, difficoltà a muoversi nei settori, stili di investimento con rendimenti simili. Ecco da dove arrivano le difficoltà. 

Marco Caprotti 17/08/2017 | 15:48

E’ stato un periodo difficile per i gestori attivi Usa che, negli ultimi cinque anni, hanno avuto difficoltà a battere il mercato. “Ci sono tre elementi che gli active money manager possono utilizzare per battere il benchmark: 1) il livello di diversificazione degli investimenti; 2) le scelte settoriali; 3) la specializzazione in base allo stile di investimento”, dice John Rekenthaler vice presidente di Morningstar. “Nessuno di questi tre fattori, ha però giocato a favore dei gestori attivi negli ultimi anni”.

In primo luogo, i manager americani non sono stati in grado di beneficiare di una diversificazione per tipologia di attività semplicemente perché l’asset class migliore è stata di gran lunga l’equity Usa che ha corso di più non solo del reddito fisso, ma anche degli altri mercati azionari mondiali (sviluppati ed emergenti).

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Troppa prudenza
Il secondo fattore, la scelta settoriale, non è stato pienamente utilizzata dai gestori attivi. Perché? I comparti che hanno performato meglio negli ultimi cinque anni, con un rendimento medio in dollari superiore al 17% (rispetto a poco più del 15% per il mercato nel suo complesso) sono stati il tecnologico e la salute: cioè i due settori con più peso nell'indice. “Per i manager sarebbe stato semplice battere il mercato se avessero sovrappesato questi due segmenti. Ma questi rappresentano, insieme, un terzo del mercato. Se ci aggiungiamo il finanziario, che si è comportato bene, abbiamo metà dell’universo investibile Usa. I manager hanno scelto di orientarsi verso altri comparti per non appesantire troppo i portafogli evitando i tre settori che già erano molto presenti nei portafogli. É sembrata però una scelta prudente”. C’è poi la differenziazione degli stili, vistosamente assente nel mercato statunitense in termini di performance, come mostra l’immagine sotto. 

La volatiltà
“I manager attivi non possono nemmeno dire di poter raggiungere gli stessi risultati dei concorrenti (o dei benchmark) ma con meno rischi”, dice Rekenthaler. “Una volta i fondi con il rating Morningstar più basso, quelli che non riuscivano ad avere più di una stella, erano più rischiosi di quelli che avevano un giudizio migliore. Questa distinzione sta sparendo: così come i rendimenti degli stili di investimento si stanno livellando, così sta facendo la volatilità delle azioni Usa”.

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Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.