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Strategic beta, la corsa continua

Questo tipo di prodotti passivi non smette di sedurre gli investitori. I lanci di fondi definiti “smart” aumentano e le masse sono in crescita costante.

Valerio Baselli 28/07/2017 | 09:25

“Strategic beta” è la definizione che Morningstar ha scelto per indicare gli indici e gli strumenti finanziari passivi che superano le metodologie tradizionali a capitalizzazione e che cercano sia di incrementare la performance, sia di modificare il livello di rischio relativo rispetto al benchmark standard, rappresentando una via di mezzo nello spettro attivo-passivo. Comunemente vengono denominati smart betaenhanced beta o alternative betaClicca qui per approfondire.

Questo tipo di prodotti passivi continua a sedurre gli investitori, i lanci di fondi definiti “smart” aumentano e le masse sono in crescita costante.

Secondo i dati Morningstar, a fine di giugno 2017 sono disponibili in Europa 425 prodotti a beta strategico (375 ETF e 50 fondi passivi non quotati). Erano 393 alla fine del 2016.

I fondi passivi “strategici” hanno raccolto nel semestre oltre 5,7 miliardi di euro e gestiscono a fine giugno 57,7 miliardi. Ricordiamo che l’industria europea dei prodotti indicizzati conta 3.371 fondi in totale (2.283 Etf e 988 fondi passivi tradizionali), ha raccolto più di 83 miliardi di euro nello stesso periodo e gestisce 1.250 miliardi.


Fonte: Morningstar Direct

 
Fonte: Morningstar Direct

Nel corso del primo semestre, i fondi strategic beta hanno attirato il 6,6% dei flussi totali verso i prodotti passivi in Europa e pesano alla fine di giugno il 4,6% dell’intero mercato della gestione indicizzata.

Nel dettaglio, al 30 giugno, si contano in totale 199 prodotti return oriented (che utilizzano strategie basate sui dividendi, sui fondamentali, sul momentum o sulla qualità) che hanno raccolto da inizio anno 5,1 miliardi di euro e gestiscono 41 miliardi di euro. Ci sono inoltre 40 prodotti risk oriented (a bassa volatilità per la maggior parte), che hanno segnato deflussi da inizio anno per 130 milioni di euro e che gestiscono 8,6 miliardi e, infine, 186 prodotti della categoria “altro” (principalmente equiponderati o esposti alle materie prime non tradizionali), che hanno raccolto nel periodo 740 milioni e che gestiscono 8,1 miliardi alla fine di giugno.

Per quanto riguarda i flussi, ci sono due fondi che si distinguono: con rispettivamente 826 e 766 milioni d’euro di raccolta netta nel semestre, l’iShares Edge MSCI USA Value Factor UCITS ETF e l’iShares Edge MSCI Europe Value Factor UCITS ETF EUR (Acc) staccano di gran lunga gli altri prodotti strategic beta (in terza posizione troviamo l’Amundi ETF Jpx-Nikkei 400 UCITS ETF EUR con 330 milioni di sottoscrizioni nette).

A livello di patrimonio, invece, i fondi “smart” più grossi in Europa, e gli unici a superare la soglia dei due miliardi di asset, sono l’iShares Developed Markets Property Yield UCITS ETF USD (Dist) (EUR),che investe nel settore immobiliare globale e che gestisce 2,7 miliardi a fine giugno, e lo SPDR® S&P US Dividend Aristocrats UCITS ETF (EUR), con 2,4 miliardi di masse.

Nel corso del primo semestre sono stati lanciati in Europa 93 nuovi prodotti passivi, tra cui 32 strategic beta. Tra questi, ce ne sono 18 classificati da Morningstar come orientati al rendimento, due come orientati al rischio e 12 che fanno parte del gruppo “altro”.

A livello di classe di attivi, sono 20 i nuovi prodotti azionari, due gli obbligazionari e 10 quelli esposti alle materie prime.

Dal lato degli emittenti, infine, il più attivo è stato BNP Paribas con 11 nuove offerte, seguito da Candriam con cinque lanci e da Amundi con tre. Troviamo poi Fidelity, Lyxor e UBS con due nuovi prodotti.

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

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Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.