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Il Giappone punta sugli utili

I risultati aziendali sono buoni e le valutazioni azionarie ancora ragionevoli. Il problema è sempre la situazione congiunturale. Intanto le categorie equity del Sol levante corrono. 

Marco Caprotti 29/06/2017 | 11:55

Gli investitori sembrano aver ritrovato un po’ di fiducia nel Giappone. L’indice Morningstar dedicato al Sol levante nell’ultimo mese ha guadagnato, in euro, l’1,14% (+2,96% in yen) arrivando a 3,7% da inizio anno (+6,75% in valuta locale).

Indice Morningstar Japan
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Dati in euro aggiornati al 27 giugno 2017
Fonte: Morningstar Direct

“Le riforme strutturali possono dare una spinta agli utili aziendali”, spiega Dan Kemp, responsabile degli investimenti di Morningstar Investment Management. “In rapporto ad altre regioni, tra l’altro, le valutazioni sono buone”.

Negli ultimi due trimestri, le società giapponesi hanno registrato una crescita degli utili a due cifre, mentre nell'ultimo quarter del 2016 hanno visto profitti per 19.800 miliardi di yen, un vero record in termini assoluti. Poi c’è il rovescio della medaglia, formato dalla situazione macro. Continua, ad esempio, la stagnazione dei salari mentre l’inflazione si mantiene bassa e il Pil resta a livelli modesti.

Per quanto riguarda le categorie Morningstar, quella dedicata all’azionario large cap ha guadagnato l’1,43%, mentre quella riservata all’equity small e mid cap ha segnato +2,9% (rispettivamente, +3,25% e 4,72% in yen)

Il vantaggio degli asset intangibili
Fra i fondi dedicati alla large cap con un Analyst rating positivo che si sono comportati meglio nell’ultimo mese c’è Invesco Japanese Equity Advantage E EUR Acc (Bronze, Morningstar rating 5 stelle) che, nel periodo, ha guadagnato poco più del 2%, portando a più 9,5% la performance da inizio anno (in euro). “Il gestore individua società con asset intangibili che possano contribuire alla creazione di sostanziosi flussi di cassa”, spiega un report del 2 novembre 2017 firmato da Lena Tsymbaluk, fund analyst di Morningstar. “Il manager è convinto che elementi come il marchio, la tecnologia e la fedeltà dei clienti, posti all’interno di un business solido, siano difficili da replicare e permettano alle aziende che li hanno di avere un vantaggio competitivo sostenibile nel tempo. A livello settoriale non ci sono limitazioni. Ne risulta che le differenze del portafoglio, rispetto all’indice Topix, possano essere significative”. 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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