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Quanto costa essere sostenibili?

E’ possibile utilizzare diversi indicatori per confrontare i fondi socialmente responsabili con quelli tradizionali. Ecco come fare.

Sara Silano 30/03/2017 | 09:33

I fondi socialmente responsabili sono più costosi di quelli tradizionali? Morningstar ha recentemente proposto diversi metodi di analisi per rispondere al quesito.

Ter a confronto
Il primo e più diretto è il confronto degli indicatori di spesa (Ter) dei fondi con mandato sostenibile e non in categorie omogenee. David Kathman, senior analyst di Morningstar, ha applicato questo metodo a ciascuna classe dei fondi americani, escludendo quelli passivi. Il risultato è stato che, per tutti i gruppi considerati (vedi tabella 1), i comparti attenti ai fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) hanno commissioni medie inferiori a quelli tradizionali, con l’eccezione dei Bilanciati 50-70% azionari. 

TER fondi SRI USA

Questo approccio ha dei limiti. Innanzitutto, aggrega insieme classi di fondi con diversi profili commissionali dando a tutte lo stesso peso. Può quindi accadere che i prodotti sostenibili costino meno perché non hanno le classi più care. Kathman suggerisce quindi di affinare l’analisi ponderando ciascuna di esse per il patrimonio, in modo da dare una più ragionevole rappresentazione del mercato. Il quadro che si ottiene è differente, in quanto i comparti sostenibili sono sempre più cari con l’eccezione della categoria azionari USA large value (tabella 2).

Asset weighted TER dei fondi SRI USA

Una classificazione in base ai costi
Per affinare ulteriormente l’analisi, è possibile usare l’indicatore “Morningstar fee level”, che misura quanto è costosa ciascuna classe di fondi rispetto a un gruppo omogeneo non solo per titoli in portafoglio, ma anche per struttura commissionale (ad esempio, con/senza commissione di ingresso, istituzionale/retail). Le classi sono poi ordinate da 1 (poco costose) a 100 (costose) e raggruppate in quintili (il 20% più economico sarà classificato come low; il 20% più caro come high).

Utilizzando questo indicatore sui fondi statunitensi non indicizzati e con mandato sostenibile (in tutto 213 per 529 classi), il 40% ha costi “sopra la media” o “alti” e il 37% “sotto la media” o “bassi”. In sostanza, la percentuale dei “cari” è leggermente superiore a quella degli “economici”. 

Uno sguardo all’Europa
Gli stessi indicatori possono essere utilizzati sul mercato europeo. Ad esempio, un’analisi di Ali Masarwah, del team europeo di research editor di Morningstar, mostra che tra le categorie con almeno trenta comparti sostenibili, gli Azionari Europa large cap blend e i Bilanciati prudenti globali con mandato socialmente responsabile sono in media meno costosi dei concorrenti tradizionali. Per contro, lo sono di più nel settore Ecologia. Lo studio è stato fatto su tutti i fondi europei “socially conscious” (secondo la classificazione Morningstar), prendendo a riferimento la classe più anziana. 

Costi dei fondi SRI europei

Utilizzando il Morningstar Fee level come parametro di riferimento, si ottiene, invece, che su 4.422 classi di fondi sostenibili europei (indicizzati e non), il 18% ha un profilo commissionale “alto” o “sopra la media”, contro il 35,8% che è “basso” o “sotto la media”. Non è possibile, tuttavia, fare il confronto con gli Stati Uniti, in quanto i peer group e le strutture commissionali e distributive sono differenti.

Costi sostenibili
In generale, dunque, si può dire che avere un mandato socialmente responsabile non significa automaticamente costare di più. Spese più alte, tuttavia, possono derivare dalle minori economie di scala (il patrimonio in gestione è mediamente più basso) o da oneri aggiuntivi legati alla ricerca basata sui fattori ESG (Environmental, social, governance). 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia