Una classificazione per gli alternativi

Ecco quali sono le caratteristiche dei fondi che utilizzano strategie simili agli hedge fund.

Sara Silano 21/09/2015 | 09:07
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Le strategie alternative hanno reso l’universo degli investimenti più articolato, mandando in crisi le tradizionali classificazioni basate sulle attività finanziarie (azioni, obbligazioni e liquidità), le aree geografiche e i settori. La diffusione di fondi comuni, conformi alla direttiva comunitaria nota come Ucits III, che utilizzano metodi simili a quelli degli hedge fund, ha indotto Morningstar a creare delle categorie specifiche per questi prodotti, che però non ricevono il rating quantitativo (le stelle).

Vediamo quali sono le caratteristiche per quelle più presenti in Italia (con almeno 20 classi di fondi).

Alt-Azionario market neutral (95 classi)
I gestori cercano di ridurre il rischio sistemico, generato da fattori come l’esposizione settoriale, geografica, valutaria o a un particolare stile di investimento. Per farlo combinano posizioni lunghe e corte all’interno di ciascuna area. Si distinguono perché hanno generalmente un beta basso (inferiore a 0,3 in termini assoluti) rispetto a indici come l’Msci World, sono quindi meno sensibili alle oscillazioni del mercato. Il loro successo dipende nell’abilità nel vendere short (allo scoperto) e comprare long le “giuste” azioni.

Alt – Debt arbitrage (37 classi)
La strategica consiste nel cercare le discrepanze nei prezzi dei titoli obbligazionari. Il portafoglio è costruito utilizzando principalmente strumenti derivati sul reddito fisso. I fondi tendono ad avere un basso beta (inferiore a 0,3 in termini assoluti) rispetto a benchmark globali come il Barclay’s Capital Aggregate Bond index.

Alt – Event driven (61 classi)
I fondi cercano di trarre profitto dalle variazioni dei prezzi dei titoli dovute a determinati eventi societari, come la bancarotta, le fusioni e acquisizioni, i cambiamenti nella strategia aziendale, eccetera.

Alt – Global macro (109 classi)
Basano le decisioni di investimento sull’analisi della situazione macro-economica. Ricercano opportunità studiando fattore come le dinamiche congiunturali globali, la situazione politica, i tassi di interesse, l’inflazione e i trend di mercato. Possono investire in un’ampia gamma di asset, comprese le valute, i derivati e le materie prime.

Alt – Long/short azionario Europa (140 classi)
I fondi assumono posizioni lunghe e corte sui titoli europei, direttamente o attraverso derivati. Generalmente hanno un beta superiore a 0,3 rispetto all’indice Msci Europe. Hanno lo stesso approccio anche gli alternativi specializzati su altre regioni, come gli Stati Uniti o il Regno Unito.

Alt – Long/short azionario internazionale (101 classi)
Si espongono alle Borse globali assumendo posizioni lunghe e corte, direttamente o tramite derivati. Generalmente hanno un beta superiore a 0,3 rispetto a indici internazionali come l’Msci World.

Alt – Long/short azionario emergenti (32 classi)
I fondi assumono posizioni lunghe e corte sui mercati azionari dei paesi in via di sviluppo, direttamente o attraverso derivati. Hanno, generalmente, un beta superiore a 0,3 rispetto a panieri come l’Msci EM.

Alt – Long/short debt (329 classi)
I gestori assumono decisioni direzionali sui titoli obbligazionari globali. Le posizioni lunghe e corte sono generalmente indipendenti, per cui non si compensano. Il portafoglio è costituito prevalentemente da titoli di debito, ma possono esserci anche altri strumenti finanziari (ad esempio i credit default swap).

Alt – Multistrategy (272 classi)
Offrono l’esposizione a diversi approcci di investimento alternativi. La gestione può essere interna alla Sgr o suddivisa tra più portfolio manager, ciascuno focalizzato su una strategia. Non vanno confusi con i fondi di fondi, che prevedono due livelli commissionali.

Alt – Systematic Future (66 classi)
I fondi trattano future, opzioni e contratti su valute liquidi, secondo strategie trendfollowing, che sono guidate dai prezzi più che dai fondamentali e sono automatizzate (non discrezionali). I gestori operano sui mercati globali di materie prime, valute, obbligazioni governative, tassi di interesse e indici azionari. Questo approccio ha successo in situazioni di chiaro trend rialzista o ribassista.

Alt – Volatilità (39 classi)
Considerano la volatilità come un’asset class. Le strategie direzionali cercano di trarre profitto dalla volatilità implicita incorporata nei derivati e riferita ad attività sottostanti. Gli arbitraggi mirano a guadagnare dalle discrepanze di volatilità tra titoli collegati.

Esistono, infine, categorie alternative che racchiudono i fondi di fondi, specializzati in strategie simili a quelle degli hedge fund. In Italia, però, sono poco popolate, con l’eccezione dei multistrategy (114 classi).

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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