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High yield, il gioco vale la candela

Le obbligazioni ad alto rendimento offrono rendimenti che compensano i rischi, soprattutto in Europa. Inoltre, soffrono meno il rialzo dei tassi d’interesse. E gli Etf dedicati sono tra i più richiesti.

Valerio Baselli 18/04/2014 | 09:54

Negli ultimi anni i bond high yield hanno rappresentato una fonte di rendimento importante, in un contesto di bassi tassi d’interesse e di mercati azionari volatili. Ora, però, ci si chiede se possano continuare a giocare un ruolo di primo piano in portafoglio.

L’alto rendimento parla europeo
“Manteniamo il sovrappeso dei bond high yield europei”, si legge nel commento mensile di aprile a cura di Pictet Asset Management. “Le obbligazioni speculative offrono ancora un rendimento che compensa ampiamente il rischio default”. Secondo Ficth, ad esempio, il tasso di fallimento degli emittenti high yield globali è sceso sotto il 2%, contro la media decennale del 13%. “Inoltre, il contensto monetario è più favorevole all’high yield del  Vecchio continente”, continua il report di Pictet. “Infatti, se nell’immediato la Bce è restia a un ulteriore allentamento, in futuro potrebbe optare per una politica più accomodante per contrastare gli effetti negativi di un eventuale aumento dei tassi d’interesse Usa”.

Meno esposti al rialzo dei tassi
Janet Yellen, presidente della Federal Reserve, ha indicato la prima parte del 2015 come periodo previsto per un potenziale aumento del costo del denaro. In Europa, benché questa prospettiva sia più remota, con la ripresa economica la Bce dovrebbe prima o poi pensarci. Perciò Anaxis AM ha effettuato una simulazione sui propri portafogli obbligazionari, dalla quale risulta che i bond high yield sono quelli che reagirebbero meglio a un aumento potenziale del tasso d’interesse.

Nello specifico, a fronte di un rialzo del tasso dell’1%, i bond high yield europei perderebbero in media l’1,71% del proprio valore, contro il 4,52% dei bond investment grade e il 9,14% del Bund tedesco decennale. Risultati simili sull’universo americano: davanti a un balzo del costo del denaro di 100 punti base, le obbligazioni ad alto rendimento Usa perderebbero l’1,73%, contro il 6,55% dei bond investment grade e l’8,85% del Treasury Usa a 10 anni.

Considerando quindi che oggi il “rischio tassi” sembra essere più forte del “pericolo di default”, potrebbe avere senso per gli investitori a reddito fisso scegliere la categoria meno sensibile alle oscillazioni del costo del denaro.

Cavalcare il trend con gli Etf
Non è infatti un caso che gli Exchange traded fund dedicati ai bond high yield, specialmente a breve termine, siano tra i più richiesti (clicca qui). I replicanti vengono utilizzati da sempre più investitori per sviluppare posizioni tattiche e per cavalcare, appunto, i cambiamenti nei tassi d’interesse.

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Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Redattore di Morningstar in Italia