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I migliori d’Europa secondo Morningstar

Un forte posizionamento all’interno del settore, dicono gli analisti di Morningstar, non solo promette di creare valore per gli azionisti di una società,  ma è anche una forma di assicurazione per i debitori.

Francesco Lavecchia 17/04/2014 | 10:17

Morningstar valuta il merito creditizio delle aziende guardando non solo al livello attuale del loro indebitamento, ma anche alla sua sostenibilità, ossia alla capacità di generare flussi di cassa sufficienti a finanziarlo. Ecco cinque tra i migliori corporate bond europei individuati dai nostri analisti.

Basf
Il recente upgrade del merito credito di Basf ad A è il risultato del miglior posizionamento dell’azienda tedesca sul mercato. I nostri analisti riconoscono al gruppo chimico un vantaggio rispetto ai propri competitor sia in termini di costi, che di intangible asset (valori immateriali).

Basf è uno dei giganti del settore. Ha un fatturato di circa 70 miliardi di euro e la sua elevata scala di produzione gli permette di ridurre al minimo l’incidenza dei costi fissi. Con il tempo, poi, ha focalizzato la sua attività su prodotti chimici speciali ai quali riesce ad applicare un mark-up più elevato. Questo ha prodotto margini di profitto più elevati e flussi di cassa più consistenti.  Alla grande efficienza operativa Basf riesce ad abbinare anche una invidiabile stabilità finanziaria. Nonostante il gruppo tedesco sia storicamente ricorso al capitale di terzi per finanziare il suo piano di acquisizioni, il livello di indebitamento è rimasto sempre contenuto.

British Sky Broadcasting
British Sky Broadcasting è riuscita a mantenere le sue finanze solide nonostante negli ultimi anni abbia destinato parte della sua liquidità alla remunerazione dei suoi azionisti. Recentemente il management ha provveduto ad alzare del 20% il dividendo, portando la soglia del payout al 50%, e autorizzando un buy-back per 750 milioni di sterline. Ma questo non ha fatto lievitare il suo indebitamento che ha continuato a mantenersi sui livelli medi del settore (con un rapporto debito netto/Ebitda pari a 0,9). I nostri analisti confermano il rating di A-, ma evidenziano come i rischi maggiori per l’azienda arrivino dalla concorrenza sempre più accesa sul mercato televisivo britannico.

“BSkyB è il principale operatore nella Tv a pagamento britannica con oltre dieci milioni di abbonati. Questo gli ha permesso negli ultimi dieci anni di assicurarsi i migliori contenuti televisivi che, a loro volta, gli hanno garantito nel tempo di mantenere e di far crescere gli abbonamenti, generando in questo modo una spirale positiva”, dice Allan C. Nichols, analista di Mornignstar. “La sua posizione sul mercato è solida, ma la competizione di BT Group, che ha investito ingenti capitali per assicurarsi le partite della Serie A inglese fino al 2016, e di altri canali via cavo rischia di minare la sua posizione dominante”.

Heineken
Heineken ha alzato il suo livello di indebitamento per finanziare il completamento dell’acquisizione di Asia Pacific Breweries, ma i nostri analisti confermano il rating di A-. “L’operazione, finalizzata nel 2012, ha fatto salire il rapporto debito netto/Ebitda a 2,8 volte”, dice R.J. Hottovy, analista di Morningstar. “Ma il gruppo olandese ha dimostrato in passato di essere molto disciplinato nel mantenere in ordine le sue finanze e ci aspettiamo che la società utilizzi nei prossimi anni gran parte dei suoi flussi di cassa per ridurre l’incidenza del debito”. A favore di Heineken gioca un forte posizionamento nel settore, grazie ad una quota del 10% del mercato mondiale della birra. Il gruppo, inoltre, è il terzo più grande produttore di birra al mondo e il primo in Europa occidentale; è il secondo miglior marchio d'importazione più venduto negli Stati Uniti e controlla una quota significativa del mercato in Messico e Brasile.

L’azienda olandese, secondo i nostri analisti, ha quindi le possibilità per continuare a generare la liquidità necessaria per finanziare il suo debito nonostante la concorrenza dei competitor e il negativo effetto dell’apprezzamento dell’euro.

Unilever
Il rating di A+ di Unilever deriva dal suo forte posizionamento sul mercato e da solidi indici di bilancio. Il gruppo svizzero è la terza più grande società di alimenti confezionati al mondo, può vantare una rete di distribuzione molto ampia e ha un ricco portafoglio di prodotti che le permette di gestire i margini di profitto e di far valere il suo potere contrattuale nei confronti dei rivenditori chiave, come ad esempio Wal-Mart negli Stati Uniti. Unilever ricava circa il 55% del suo giro d’affari complessivo dai mercati emergenti. E’ stata una delle prime aziende del settore a investire ingenti capitali in questi paesi e nei prossimi anni si appresta a raccogliere i frutti di questa scommessa, quando crescerà grazie all’aumento della domanda interna. 

La società non ha mai esitato a indebitarsi per finanziare le sue acquisizioni, ma questo non ha pregiudicato la sua stabilità finanziaria. Al momento il rapporto debito/Ebitda è pari a 1,2 e i nostri analisti sono convinti che i flussi di cassa generati dall’azienda (stimati attorno al 9% anche nei prossimi cinque anni) le permetteranno di onorare i debiti senza alcun sforzo finanziario.

Bayer
I nostri analisti assegnano un rating di A al merito creditizio di Bayer confortati dalle prospettive positive del business dell’azienda e dalla sostenibilità del suo indebitamento. Il gruppo tedesco gode di una posizione di vantaggio all’interno del settore, grazie ad un portafoglio ben diversificato di farmaci brevettati e ad una buona offerta di prodotti biologici, che garantiscono ampi margini di profitto e una maggiore difesa dalla concorrenza dei farmaci generici. Bayer, inoltre, è ben posizionata sui mercati emergenti, la cui domanda è destinata a crescere in maniera significativa, ed è attiva anche nel segmento agroalimentare e in particolare della produzione di sostanze per la protezione dei raccolti come pesticidi e antibatterici e di sementi chimiche e biologiche.

I nostri analisti stimano che nei prossimi cinque anni la casa farmaceutica tedesca riuscirà a generare in media un flusso di cassa annuo pari a quattro miliardi di euro: un ammontare di liquidità sufficiente a ridurre il suo indebitamento netto (debito complessivo al netto della liquidità di cassa), che a fine settembre ammontava a otto miliardi di euro.

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Titoli citati nell'articolo
Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
Basf SE EUR72,95 EUR-0,68-
Bayer AG EUR89,30 EUR-2,30-
British Sky Broadcasting Group PLC834,50 GBX-2,11
Heineken N.V.77,89 EUR-1,59
Unilever NV DR EUR40,69 EUR-1,83-
Info autore Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Analista Azionario di Morningstar in Italia