Indebitati a vita

La crescita del deficit pubblico è strutturale. Titoli di Stato un po' meno sicuri.

Sara Silano 08/01/2010 | 10:15
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I fondi obbligazionari governativi area Euro hanno reso il 3,93% nel 2009 e sono stati una delle peggiori categorie. Non si sono comportati in modo molto diverso i comparti a breve termine (+4,01% nel 2009). Gli investitori, però, sono tornati ad investire su questi strumenti ed in particolare quelli con le scadenze più corte. Dopo la grande paura causata dalla crisi finanziaria, la cedola staccata periodicamente dai titoli di Stato appare rassicurante, anche se i rendimenti sono scarni per via dei bassi tassi di interesse. Ma quello che sta succedendo sul mercato del reddito fisso suggerisce che è meglio non dormire sugli allori.

L’area Euro si trova a fronteggiare un peggioramento della qualità del debito sovrano, come ha mostrato il caso della Grecia. Se i Paesi più debo

li avvieranno politiche fiscali restrittive la ripresa economica sarà rallentata; al contrario se non lo faranno, le agenzie di rating abbasseranno il giudizio con conseguente allargamento dei differenziali (spread) rispetto al Bund tedesco. Nel primo caso è possibile che i tassi rimangano bassi a lungo, nel secondo aumenterà il rischio per le nazioni con gli squilibri maggiori.

E’ proprio quest’ultimo scenario quello che si sta realizzando, complice anche il no dell’Islanda al rimborso degli investitori inglesi e olandesi. La Gran Bretagna, infatti, ha congelato la tranche di prestito di cui l’isola ha bisogno per uscire dalla crisi e Fitch ha declassato a bond spazzatura il debito del Paese. Anche Standard&Poor’s è pronta a prendere un simile provvedimento.

”L’allargamento degli spread tra i Paesi dell’area Euro è un fenomeno strutturale”, dice Maurizio Novelli, global strategist di Zest asset management. “Ed è destinato ad accentuarsi nel corso del 2010”. D’altra parte, la Bce e la Germania sono state dure con la Grecia, escludendo la possibilità di un salvataggio da parte dell’Ue.

Il problema non è solo di Eurolandia. Come ha scritto Bill Gross (co-fondatore di Pimco), uno dei più grandi investitori in bond al mondo, Stati Uniti, Giappone e Regno Unito sperimenteranno una crescita “strutturale” del deficit nei prossimi anni. Si muoverà controcorrente la Germania, con conseguente aumento degli spread tra il Bund, da un lato; i Treasury (titoli di Stato Usa) e i Gilt (Gran Bretagna), dall’altro. Non a caso, Gross dice: “Investors go to Germany” (gli investitori vanno in Germania).

Inoltre, se i piani di uscita dalla crisi proseguiranno come programmato, i mercati finanziari inglesi e americani potrebbero soffrire per il venire meno dei 2 mila miliardi di dollari di emissioni statali che hanno dato liquidità nel 2009.

Il reddito fisso appare un paradiso sicuro, ma nella realtà non tutti i titoli lo sono allo stesso modo e non bisogna dare nulla per scontato. La cedola è una delle componenti che bisogna considerare in quanto indica la remunerazione del capitale prestato (un’obbligazione è uno strumento di finanziamento per uno Stato o un’azienda). Se è elevata vuol dire che gli investitori esigono un premio maggiore per comprare il titolo, perché è alta la probabilità di non riavere indietro i propri soldi. Il rendimento totale, però, dipende anche dalle variazioni del prezzo di mercato, che può aumentare o diminuire a seconda delle aspettative sui tassi e sull’emittente.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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