Il futuro non è così brillante

L’ultimo sondaggio European Fund trends svolto da Morningstar in agosto ha evidenziato la disaffezione dei gestori al settore medico/farmaceutico.

Fernando Luque 12/09/2002 | 11:55
Facebook Twitter LinkedIn
Certamente esistono buone ragioni che hanno fatto maturare questo sentiment, tra cui la forte competizione che stanno affrontando le grandi società farmaceutiche, la difficoltà nel lanciare nuovi prodotti e la volontà politica di ridurre il costo dei farmaci. Non vanno però scordati fattori positivi che potrebbero influenzare il settore nel breve e nel lungo periodo.

Secondo alcuni analisti, l’industria ricorderà questo come il suo peggior trimestre di utili dell’ultimo decennio. Un esempio per tutti viene da Merck, che ha registrato profitti del secondo trimestre in calo del 4%, penalizzata dalla competizione sui prodotti generici. Ma il farmaco generico non è l’unico problema che affligge il settore. Le società hanno sempre più difficoltà nel lanciare nuovi prodotti: quest’anno so

lo sette nuovi farmaci sono stati autorizzati dal Food & Drug administration (Fda). Poco per sostenere i profitti del futuro.

Un’altra preoccupazione viene dalla battaglia politica negli Usa per ridurre il costo dei farmaci. Alcuni Stati stanno provando a controllare il costo dei programmi Medicaid, di assistenza ai più poveri, costringendo le società ad abbassare il costo dei prodotti per essere incluse nella lista dei farmaci consigliati dallo Stato. Se queste azioni risulteranno efficaci, i margini di gudagano delle società saranno sempre più sotto pressione. E c’è anche il rischio che le autorità diano il via libera all’importazione di farmaci meno cari.

Comunque, sarebbe un errore non considerare gli elementi positivi di cui può beneficiare il settore farmaceutico. Nel lungo periodo, il fattore demografico è il più importante, mentre nel breve il settore potrà trarre beneficio dal dollaro debole visto che una porzione sostanziale del reddito (circa il 30-40%) generato dalle grande società farmaceutiche è guadagnato fuori dagli Usa. Un altro fattore positivo è l’attesa di fusioni generata dopo l’acquisizione di Pharmacia da parte di Pfizer alcune settimane fa. Recentemente rumors di mercato hanno cominciato a parlare di una fusione tra Novartis e Roche, nonostante la smentita di Novartis. La realtà è che le grandi società devono reagire in qualche modo per rimanere competitive con la nuova Pfizer.

In questo contesto, il settore non ha registrato una performance molto peggiore del resto del mercato. Al 31 agosto (dal 31 luglio), l’Msci Healthcare ha perso lo 0,05% in dollari una sostanziale invarianza dell’Msci World index.

Sul fronte biotecnologia, come ha commentato Pictet in un suo ultimo report, ci sono state alcune notizie positive provenienti da alcune società, come Gilead e Amgen, anche se a prevalere sull’andamento del mercato è stata la notizia negativa sul farmaco contro il cancro di AstraZeneca che ha spinto il Nasdaq biotech index giù di quasi il 5% nel mese di agosto.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Fernando Luque

Fernando Luque  es el Senior Financial Editor de www.morningstar.es

© Copyright 2024 Morningstar, Inc. Tutti i diritti sono riservati.

Termini&Condizioni        Privacy        Cookie Settings        Disclosures