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SFDR.. e il fondo si vestì di sostenibilità

Nel 2021 è esploso il numero di strategie classificate come ESG. Circa la metà della nuova offerta è costituita da prodotti rebranded. Gli investitori europei sono più attivi di quelli americani. Ma sta aumentando anche la confusione.

Sara Silano 09/02/2022 | 00:19
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ESG

Dal 10 marzo 2021, giorno dell’introduzione del regolamento SFDR sull’informativa sulla sostenibilità nei servizi finanziari, è esploso il numero di fondi tradizionali che hanno assunto una veste ESG, ossia attenta ai fattori ambientali, sociali e di governance. Morningstar ha stimato che centinaia di strategie siano state riproposte o abbiano cambiato nome per essere classificate sotto gli articoli 8 o 9 della normativa, che identificano gli investimenti sostenibili. Il fenomeno è stato più ampio rispetto al 2020 (circa il doppio) e ha rappresentato una grossa fetta della nuova offerta. I numeri potrebbero cambiare ancora, man mano che gli analisti processeranno i Prospetti informativi che le società di gestione stanno adeguando alla SFDR.

Fondi sostenibili lanciati e riproposti dal 2014 al 2021

I fondi sostenibili: rebranded e nuovi

Gli asset “articolo 8 e 9”
A fine dicembre 2021, il patrimonio nei fondi “articolo 8” e “9” ha superato i 4 mila miliardi di euro, pari a una quota di mercato del 42,4% dell’intero universo europeo. “Queste strategie sono sulla strada per raggiungere il 50% degli asset complessivi entro metà 2022 o anche prima, dal momento che le società di gestione continuano ad aggiornare i prospetti e lanciare prodotti che rispondono ai requisiti regolamentari”, spiega Hortense Bioy, direttore globale della ricerca sulla sostenibilità di Morningstar. “Molti manager, inclusi Amundi, BNP Paribas, Axa e Robeco, hanno già riportato livelli più alti; mentre altri si stanno affrettando a farlo. Per esempio, Dws mira a classificare la quasi totalità della gamma sotto gli articoli 8 e 9. BlackRock ha un obiettivo del 50% sui fondi attivi”.

Ripartizione del patrimonio dei fondi europei in base al regolamento SFDR

Ripartizione degli asset dei fondi ESG in base a SFDR

I rischi di greenwashing
Un aumento dell’offerta sostenibile è sicuramente una buona notizia per gli investitori, perché amplia le possibilità di scelta. Ma l’accelerazione determinata dalla SFDR rischia di creare confusione e alimentare i timori di greenwashing.

“Identificare l'universo dei fondi sostenibili europei è sempre stata una sfida, ma è diventata ancora più grande dopo l'introduzione della SFDR”, spiega Bioy. “Il regolamento ha sostanzialmente aumentato il volume delle informazioni ESG nei documenti legali, ma ha anche portato a confusione e sospetti di greenwashing. Molti prodotti che si collocano sotto l’articolo 8, per esempio, non sono fondi che classificheremmo indipendentemente come sostenibili”.

I numeri in Europa e nel mondo
Gli strumenti ESG, secondo la più stringente definizione di Morningstar, sono 4.461 in Europa, il 40% in più rispetto alla fine del 2020. Il numero è maggiore se si utilizza la classificazione SFDR (6.659), di cui la maggior parte (25,2%) è articolo 8 e solo il 3,4% articolo 9.

Se usiamo la definizione Morningstar di “investimenti sostenibili”, nel mondo si stima ci siano 5.932 fondi, di cui il 75% domiciliato nel Vecchio continente e “appena” il 9% negli Stati Uniti. L’universo ESG mondiale ha un patrimonio di 2,74 mila miliardi di dollari (2,4 mila miliardi di euro), di cui l’81% è allocato in Europa e il 13% oltre oceano.

Il patrimonio dei fondi sostenibili per regioni del globo (dati trimestrali in miliardi di dollari)

Il patrimonio dei fondi ESG per regioni del globo

Investitori europei più ESG?
L’analisi globale mostra che gli investitori europei stanno facendo fluire capitali verso i prodotti sostenibili molto più di quelli di altre regioni geografiche. Nel quarto trimestre 2021, queste strategie hanno attratto 113,1 miliardi di dollari (99,2 miliardi di euro) di sottoscrizioni nette nel Vecchio continente, pari al 75% della raccolta globale. Su dodici mesi, il dato sale a 472 miliardi netti (414 miliardi di euro), con un incremento del 63% rispetto a fine 2020.

Il trend è destinato a proseguire nel 2022, favorito dagli aggiornamenti regolamentari, in particolare dalle modifiche alla Mifid II, la direttiva che disciplina i servizi finanziari nell’Unione europea. Da agosto, infatti, sarà chiesto ai consulenti finanziari di considerare le preferenze in tema di sostenibilità dei loro clienti, oltre ai loro obiettivi finanziari. “Ci aspettiamo che più investitori retail scelgano i fondi ESG perché la normativa accrescerà l’interesse e la conoscenza di queste strategie”, conclude Bioy. L’auspicio è che non aumenti la confusione. Oggi diversi fondi classificati come articolo 9 da alcune società di gestione sono sotto l’articolo 8 per altre, perché mancano gli standard tecnici regolamentari (RTS) che definiscono linee comuni di categorizzazione. Di conseguenza, ogni manager adotta dei propri parametri per allineare la gamma alla normativa. E dovremo aspettare fino al 1° gennaio 2023 per l’applicazione degli RTS.

 

 

 

 

 

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia