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Perché la stewardship climatica dei gestori patrimoniali non è mai stata così importante

RICERCA MORNINGSTAR IN PILLOLE. Anche in un mondo sconvolto dal Coronavirus, il cambiamento climatico resta la principale minaccia globale per gli esseri umani e il sistema finanziario.

Jackie Cook 01/06/2020 | 16:10
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Appena tre mesi fa, la minaccia globale numero uno per gli esseri umani e il sistema finanziario era il cambiamento climatico.

Lo è ancora. Tuttavia, dopo che l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato il coronavirus una pandemia, i governi di tutto il mondo hanno risposto con misure senza precedenti per contenerne la diffusione. Il numero di decessi continua ad aumentare. Inoltre, i danni economici hanno fatto piombare il mondo intero in una recessione che secondo le stime del Fondo monetario internazionale sarà più profonda di quella causata dalla crisi finanziaria di appena un decennio fa.

Ma al di là della minaccia immediata della pandemia, il cambiamento climatico sta prendendo una direzione più graduale e distruttiva, sia per l'economia che per l'umanità. Di fatto, la pandemia non fa che ribadire l'urgenza del passaggio a un'economia low carbon: lo stesso rischio pandemico aumenta all'aumentare delle temperature del pianeta, come spiega questo articolo. Un pianeta in fase di surriscaldamento è esposto a tutta una serie di nuovi rischi che mettono a repentaglio la stabilità finanziaria globale e complicano in maniera esponenziale le strategie di contrasto alla crisi pandemica.

Il contributo degli investitori alla questione del rischio climatico è quantomai fondamentale. I gestori patrimoniali si stanno concentrando sul cambiamento climatico e alcuni hanno messo il rischio climatico al centro del loro approccio di gestione. Tuttavia, i risvolti pratici di questo cambiamento non sono sempre evidenti.

In un nuovo studio, analizziamo le comunicazioni dei gestori patrimoniali relative al loro impegno su questo fronte per cercare di trarre alcune conclusioni sull'impatto che hanno e su come percepiscono il proprio ruolo di amministratori del capitale.

La visione a lungo termine è una fonte di resilienza nella gestione delle crisi
Nello studio “Fiduciary Duty in the 21st Century” della Finance Initiative dell'UNEP si afferma che “Se gli operatori di settore non tengono conto dei fattori di lungo termine che determinano il valore degli investimenti, comprendenti gli aspetti ambientali, sociali e di governance, viene meno l'obbligo fiduciario.”

Di fatto, la capacità dei governi di gestire le ricadute economiche della pandemia di Covid-19 dipenderà in buona parte dalla resilienza del sistema finanziario globale. Supervisori, regolatori e grandi investitori che operano sui mercati finanziari hanno compreso che la lungimiranza delle decisioni finanziarie è fondamentale per garantire imprese sostenibili, e la sostenibilità delle imprese è la “conditio sine qua non” della resilienza economica.

Il movimento di sensibilizzazione degli investitori globali parte da questa consapevolezza. Oggi, i nuovi codici di stewardship, le iniziative degli investitori e gli impegni presi chiedono ai fiduciari degli investimenti di esercitare la propria influenza in quanto stakeholder finanziari per far diffondere le prassi aziendali sostenibili in tutti i mercati. In particolare, queste aspettative ricadono sui grandi gestori patrimoniali, anche in virtù della crescita degli investimenti passivi e della crescente concentrazione del settore.

I gestori patrimoniali stanno adottando la stewardship climatica, ma il loro impatto non è chiaro
Dalla nostra analisi delle comunicazioni legate all'impegno sul fronte del cambiamento climatico presso 20 grandi gestori patrimoniali emerge la centralità attribuita a questo tema. Dei venti gestori patrimoniali oggetto dello studio, sedici trattano il rischio climatico come un tema a sé stante in materia di engagement, e tredici pongono il rischio climatico al centro della loro strategia di coinvolgimento.

Tuttavia, si tratta di interazioni perlopiù private e pluriennali, che abbracciano più di una problematica. Pertanto, può essere difficile valutare l'efficacia delle iniziative di coinvolgimento, messe in atto dai gestori patrimoniali, basandosi unicamente sulle informazioni fornite nei rapporti relativi. La trasparenza è un aspetto fondamentale della stewarship d'investimento e, in generale, i rapporti di engagement non forniscono informazioni sufficienti per misurare il coinvolgimento sul fronte climatico e valutarne gli esiti.

I fattori chiave dietro la stewardship climatica dei gestori patrimoniali
 Sono almeno due gli atteggiamenti che promuovono gli impegni assunti dagli asset manager sul fronte climatico: l'enfasi sull'attenuazione del rischio di portafoglio e un approccio di mercato (o sistemico) al cambiamento.

Quando i gestori patrimoniali coinvolgono le società, promuovono in maniera collaborativa azioni politiche in favore del clima e quindi seguono una strategia coordinata, agiscono da amministratori (“steward”) dei mercati di capitali.

Dal nostro sondaggio è emerso che i grandi gestori patrimoniali europei partecipano o guidano le iniziative collaborative con una maggiore frequenza rispetto agli omologhi statunitensi. Di solito, questi impegni collaborativi promuovono: la divulgazione di informazioni in linea con le indicazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures, migliori prassi di governance climatica e la riduzione delle emissioni. Inoltre, sono più numerosi i gestori patrimoniali europei che hanno firmato iniziative coordinate chiedendo ai governi di prendere provvedimenti sul fronte del cambiamento climatico.

La trasparenza sui risultati è fondamentale per coinvolgere sull'impatto
 Nel complesso, i gestori patrimoniali con una visione sistemica della stewardship climatica adottano un approccio alla comunicazione degli impegni assunti più orientato ai risultati. Divulgano le attività di engagement rispetto a obiettivi chiaramente definiti e forniscono utili descrizioni quantitative e qualitative delle attività di coinvolgimento sul clima. Tuttavia, solo un gestore patrimoniale, LGIM, offre una sintesi e una spiegazione concreta dei propri successi e dei propri fallimenti sul fronte del coinvolgimento climatico.

Il sondaggio individua numerosi esempi di prassi virtuose per i gestori patrimoniali interessati a potenziare la trasparenza della propria amministrazione e a incrementare la propria influenza. Questi casi esemplari dimostrano come i gestori patrimoniali siano riusciti a:

  • fare del cambiamento climatico una priorità del proprio mandato;
  • descrivere uno o più impegni specifici sul clima;
  • identificare le società impegnate sul fronte del rischio climatico e
  • misurare e divulgare i progressi compiuti dalle iniziative in favore del clima.

Questi indicatori possono aiutare gli investitori anche a comparare e a valutare le informazioni fornite dai gestori patrimoniali sulle iniziative per il clima, ottenendo informazioni utili a selezionare i fondi i cui gestori affrontano in maniera adeguata il rischio climatico nelle proprie iniziative di coinvolgimento. Chi detiene il capitale può utilizzare questo approccio per selezionare e monitorare gli asset manager sulla base della loro stewardship climatica.

La qualità delle iniziative di engagement tra investitori e società nei mesi e negli anni a venire sarà fondamentale per costruire un capitale sociale di valore e dotare i mercati di una visione lungimirante. A sua volta, ciò determinerà le modalità con cui governi ed economie cercheranno di prevenire e rispondere alle crisi future.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Per l'analisi completa, scaricare lo studio “The Power of Dialogue”.

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Info autore

Jackie Cook  è a capo della ricerca sulla sostenibilità di Morningstar