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VIDEO: La crescita globale è ai suoi massimi

Secondo Anna Stupnytska di Fidelity, difficilmente il Pil mondiale potrà correre ancora. Molto dipende dalla riuscita delle politiche di Trump. Saranno le Banche centrali la prima variabile dei listini internazionali.

Emma Wall 17/05/2017 | 09:40
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Emma Wall: Buongiorno e benvenuti. Sono Emma Wall e oggi mi trovo in compagnia di Anna Stupnytska di Fidelity per parlare della crescita globale. Anna, buongiorno.

Anna Stupnytska: Buongiorno Emma.

Wall: Ecco lei ha parlato qui alla Morningstar Investment Conference UK di crescita economica globale. Potenzialmente la crescita globale è ai suoi massimi al momento, il che è molto diverso da quello che ci aspettiamo dagli Stati Uniti dove il presidente Trump pensa di poter far crescere il Pil degli Stati Uniti e, quindi, quello mondiale, attraverso le sue politiche.

Stupnytska: La crescita globale ha senza dubbio raggiunto il picco. È ancora positiva, ancora a livelli decenti, ma sta decelerando. Anche l'inflazione ha raggiunto un picco, a causa degli effetti derivanti dai prezzi delle materie prime. Quindi, questa storia di ripresa su cui mercati hanno rimbalzato alcuni mesi fa ha ora raggiunto il picco. Ora guardando avanti, non sto dicendo che stiamo andando in recessione, ma abbiamo bisogno di qualche tipo di catalizzatore per ripartire.

A questo proposito, forse le politiche di Trump saranno quel catalizzatore. Ma penso che sia più una storia per il 2018. E poi vediamo lo stimolo fiscale che arriva nella fase sbagliata del ciclo, cioè nella fase finale in cui può diventare abbastanza inflazionistico. Questo renderà la Fed più aggressiva in termini di politica monetaria meno accomodante, il che non sarà un bene per gli Stati Uniti o per la crescita globale.

Wall: O per i consumatori, perché, naturalmente, se i tassi aumentano allora tutte le loro rate di rimborso prestiti salgono, il che può veramente spremerli, non è vero?

Stupnytska: Sì, anche se in realtà i consumatori negli Stati Uniti e in UK stanno già affrontando problemi. Se si guarda al consumatore Usa, la crescita reale dei salari è zero o negativa perché i salari in termini nominali sono rimasti stagnanti e l'inflazione ha accelerato in qualche modo. E al tempo stesso il mercato immobiliare che rappresenta un grande sostegno per i consumatori sta registrando un crollo della convenienza economica perché i prezzi delle case sono tornati uguali o addirittura superiori ai livelli pre-crisi e anche i tassi ipotecari stanno aumentando. Insomma, i consumatori a livello mondiale stanno già subendo degli effetti.

Wall: Naturalmente, gli Usa sono un grande pezzo della torta ma non sono l'intera torta. La Cina ha un peso sempre più importante sul PIL mondiale. Che tipo di impatto sta avendo in questo momento?

Stupnytska: Beh, le preoccupazioni della Cina sono state fuori dai titoli dei giornali da circa un anno o giù di lì. Perché le autorità hanno stimolato drammaticamente l'economia un anno fa in termini fiscali, in termini di stimolo monetario, e all'improvviso tutte le preoccupazioni sulla Cina sono scomparse.

Ora la Cina sta tornando a far parlare di sé, perché è ovvio che questo stimolo fiscale stia evaporando e la politica monetaria si stia contraendo, non solo in termini di politica monetaria reale ma anche in una prospettiva di regolamentazione, che è molto difficile da quantificare, ma è più vincolante e si possono già vedere alcuni segni dai mercati o da alcune materie prime che mostrano che qualcosa è sbagliato in Cina.

Penso che stiamo entrando nella fase successiva del rallentamento della Cina. La domanda è quanto sarà veloce, ma in ogni caso questo influirà sui principali mercati e influenzerà la crescita globale.

Wall: Ora la crescita globale è, naturalmente, l'economia e spesso si dice che l'economia e i mercati azionari non sono strettamente collegati. Uno non ha necessariamente un impatto sull'altro; in compenso abbiamo visto che la politica monetaria lo ha avuto, grazie a un'incredibile quantità di soldi che ha inondato il mercato dalla recessione globale. Questo sta cominciando a cambiare adesso, il che dovrebbe influire sul mercato azionario e sui portafogli?

Stupnytska: Sicuramente, penso che questo sarà il primo anno dalla crisi globale in cui vedremo meno liquidità pompata nel sistema. Anche l'anno scorso abbiamo avuto più Quantitative Easing dalla BCE (Banca Centrale Europea), più QE dalla BoE (Bank of England), più QE dalla BoJ (Bank of Japan). Quest'anno non ce ne sarà più. La Fed sta chiudendo i rubinetti, la BCE sta per procedere verso una qualche forma di normalizzazione della politica monetaria, non sarà molto veloce, ma la direzione è quella.

La BoE potrebbe essere tentata di diventare un po’ meno accomodante dato che l'economia sta facendo bene, per cui tutte queste grandi banche centrali si stanno muovendo verso degli standard più prudenti, con meno liquidità del sistema e naturalmente per tutti i mercati che sono stati così dipendenti da questa liquidità, questo potrebbe essere potenzialmente un evento distruttivo.

Wall: Anna, grazie mille.

Stupnytska: Grazie.

Wall: Per Morningstar, Emma Wall, grazie per l’attenzione.

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Info autore

Emma Wall  è Editor di Morningstar.co.uk