I brand a sconto

Il comparto abbigliamento ha le valutazioni più convenienti all’interno del settore beni ciclici, con un rapporto P/FV medio di 0,74. Occasioni anche tra le utility, dove, però, i prezzi restano nel complesso alti.

Francesco Lavecchia 14/02/2017 | 12:02
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L’abbigliamento non segue le tendenze del momento. Il segmento ha sottoperformato nell’ultimo anno il settore beni di consumo ciclici e ora i suoi titoli sono scambiati a un rapporto Prezzo/Fair value (P/FV) di circa il 30%, mentre il comparto è valutato in linea con il FV.

Occasioni nell'abbigliamento
Tra le stock più convenienti troviamo le americane VF Corp (VFC) e Hanesbrand. Il gruppo VFC detiene un portafoglio di marchi di assoluto valore (come Lee, Wrangles, Vans, The North Face, Timberland, etc.) che gli permette di ricavare margini di profitto superiori alla media. Negli ultimi sei mesi le sue azioni hanno perso oltre il 20% in scia al debole andamento delle vendite del segmento wholesale (dei negozi multimarca), ma gli analisti sono fiduciosi sul futuro andamento dell’azienda e confermano il fair value pari a 73 dollari (report pubblicato in data 25 ottobre 2016). “VFC è ben posizionata in una delle aree più promettenti, quella dell’actionwear (come ad esempio l’abbigliamento da montagna), che sempre più spesso sostituisce tra i giovani quello casual. Inoltre, sta investendo nell’espansione internazionale dei suoi marchi e nello sviluppo della sua piattaforma di e-commerce e, grazie alla razionalizzazione delle sue forniture, dovrebbe aumentare i margini di profitto per effetto delle maggiori economie di scala”, dice Bridget Weishaar, analista di Morningstar.

Discorso analogo per un altro gruppo nell’industria dell’abbigliamento, Hanesbrand (HBI). Negli ultimi sei mesi il titolo ha ceduto il 23% della sua capitalizzazione di mercato e ora è scambiato a un tasso di sconto di circa il 40% rispetto al fair value che è pari a 34 dollari (report pubblicato in data 7 febbraio 2017). “A nostro avviso l’azienda ha grosse possibilità di migliorare il livello della sua profittabilità per effetto delle crescenti sinergie tra i vari brand e della nuova strategia che mira a spostare l’offerta verso i prodotti a maggior valore aggiunto”, dice Weishaar. “Hanesbrand ha sofferto come tutte le aziende del settore il calo delle vendite al dettaglio, ma grazie a un portafoglio marchi di assoluto valore (tra cui Hanes e Champion) riesce a mantenere margini di profitto superiori alla media”.

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Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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