Affari di fine anno

I rendimenti languono, l’incertezza sui mercati resta alta e le Borse continuano a essere volatili. La soluzione migliore, dicono gli analisti di Morningstar, è posizionarsi sull’equity globale. Ecco alcuni titoli con il miglior rapporto Prezzo/Fair value e Moat elevato. 

Francesco Lavecchia 08/11/2016 | 11:50
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L’equity continua a essere la soluzione migliore. Mettendo sulla bilancia la volatilità delle Borse, l’incertezza legata alla crescita economica mondiale, alle decisioni delle Banche centrali e all’esito delle urne negli Usa e in altri stati chiave in Europa, nonché i bassi rendimenti garantiti dai titoli di stato, le stock si confermano come lo strumento migliore per far rendere il proprio portafoglio, dicono gli analisti di Morningstar.

Da inizio anno il bilancio non è stato dei migliori, con l’indice Msci World che ha ceduto lo 0,2%, ma le valutazioni restano alte ed occorre affidarsi a un attento stock picking cercando di selezionare titoli con Moat elevato e un rapporto Prezzo/Fair value conveniente.

Danone si aggrappa ai trend demografici
Danone è una tra le migliori idee di investimento in Europa. Il titolo è scontato di circa il 15% rispetto al fair value di 71 euro (report pubblicato in data 18 ottobre 2016), dicono gli analisti, a causa dello scetticismo del mercato sulla crescita futura del suo livello di profittabilità. “Il gruppo francese opera nei segmenti dei prodotti lattiero-caseari, dell’acqua in bottiglia, della nutrizione medica e in quella infantile, ma è in quest’ultimo che riesce a realizzare i margini di profitto più elevati.

Nel mercato degli alimenti per la prima infanzia, infatti, Danone riesce a sfruttare al meglio il valore dei marchi. Questo le garantisce una posizione di leader all’interno dell’industria e quindi volumi di produzione elevati. A loro volta questi si traducono in economie di scala consistenti, in un vantaggio di costo nei confronti dei competitor e in forti flussi di cassa. L’azienda reinveste parte di questa liquidità in spese per il marketing, al fine di migliorare la visibilità dei suoi brand e questo crea un circolo virtuoso che si autoalimenta”, dice Philip Gorham analista azionario di Morningstar.

“A favore di Danone giocano importanti trend demografici come il processo di urbanizzazione e la crescita della classe media nei paesi emergenti. Nei prossimi cinque prevediamo un progresso medio del fatturato del 6,8% e un’espansione del margine operativo che dall’attuale 15% raggiungerà quota 17,7% nel 2020”.

McKesson si gode l’oligopolio
McKesson è uno dei titoli più convenienti nel comparto healthcare americano. L’azienda è il primo distributore di farmaci e prodotti medici del paese e si colloca nell’ultimo anello della catena di fornitura alle farmacie e agli istituti di cura. Gli elevati volumi di vendita generano economie di scala tali da garantire al gruppo un vantaggio di costo rispetto ai competitor. Inoltre, l’industria in cui opera è fortemente concentrata, dato che i primi tre player controllano circa il 90% del mercato. Questo impedisce a nuove aziende di entrare e regala a McKesson elevati margini di profitto.

“Nonostante negli ultimi tempi l’accorpamento di alcune catene di farmacie al dettaglio negli Usa abbia ridotto il numero dei suoi clienti, a favore dell’azienda giocano importanti trend di lungo periodo”, dice Vishnu Lekraj analista azionario di Morningstar. “Il primo è sicuramente l’aumento della domanda di farmaci a causa del progressivo invecchiamento della popolazione e dell’estensione della copertura sanitaria a un numero sempre maggiore di cittadini americani in seguito alla riforma sanitaria del Governo Obama.

McKesson è inoltre il secondo distributore di specialty drugs, cioè di farmaci per la cura delle malattie croniche e l’aumento dell’incidenza di queste patologie promette di essere un altro importante driver di crescita del gruppo. Nei prossimi dieci anni prevediamo un progresso medio dei ricavi del 4,3% e stimiamo il fair value del titolo a quota 200 dollari per azione (report pubblicato in data 27 ottobre 2016)”.

Il mercato vede un presente troppo nero per Murata
Una delle scelte migliori sul mercato asiatico è Murata Manufacturing, società giapponese leader mondiale nella progettazione, produzione e fornitura di materiali elettronici avanzati che trovano applicazione in una vasta gamma di prodotti come telefoni cellulari, elettrodomestici, autovetture e di sistemi di gestione dell'energia.

La società nipponica è riuscita a guadagnarsi una posizione di vantaggio all’interno del settore grazie alla forza del suo marchio, sinonimo di prodotti di grande qualità e avanguardia tecnologica. Questo gli ha permesso di guadagnare una quota di mercato elevata e di ricavare margini di profitto superiori alla media. “Il calo delle vendite di dispositivi come Tv e Pc rappresenta un freno al business di Murata, ma l’azienda giapponese beneficerà della forte crescita della domanda di cellulari di nuova generazione, che richiederanno componenti sempre più efficienti e di dimensioni sempre più piccole, e dell’introduzione di nuovi dispositivi tecnologici nell’abitacolo delle autovetture”, dice Kazunori Ito.

“L’esercizio in corso è destinato a chiudersi con un calo del fatturato del 6% e una contrazione del margine operativo a causa del negativo impatto prodotto dal deprezzamento del dollaro Usa. Tuttavia nei successivi quattro anni prevediamo una crescita media dei ricavi del 6,2% e una risalita dei margini di profitto”. Il mercato, secondo gli analisti, dà maggiore peso alle recenti difficoltà dell’azienda e sconta il titolo del 20% rispetto al fair value pari a 16.400 yen (report pubblicato in data uno novembre 2016).  

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia