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Una soluzione low cost con o senza Qe

I mercati finanziari europei hanno corso nell’attesa di un intervento della Bce. Che, però, potrebbe non arrivare mai. Come mettersi al riparo, senza rischiare troppo se Draghi lo farà.  

Jose Garcia-Zarate 05/12/2014 | 12:35

La situazione nell’Eurozona rimane piuttosto fragile. Le speranze per una ripresa duratura sono evaporate a metà anno e le stime sulla crescita del Prodotto interno lordo sono state riviste al ribasso, rafforzando i timori di stagnazione. Inoltre, l’inflazione, o meglio la sua totale assenza, ha alimentato il pensiero che il Vecchio continente sia sempre più simile al Giappone.

Un buon 2014
Questo quadro poco incoraggiante non ha comunque impedito ai mercati azionari e obbligazionari dell’area euro di avere una performance positiva nel 2014. Ad esempio, da inizio anno (a fine novembre), l’indice Eurostoxx50, che comprende le 50 maggiori società della zona, ha reso l’8,2%. Nello stesso periodo, il Barclays Euro aggregate bond index, misura aggregata dell’andamento dei titoli investment grade in euro (governativi e corporate), è cresciuto del 10,2% per il solo effetto dell’apprezzamento del capitale. Un semplice portafoglio con due fondi a basso costo replicanti tali benchmark avrebbero dato buoni risultati agli investitori. Maggiori rendimenti, infatti, si sarebbero ottenuti scegliendo singoli paesi periferici, invece di un paniere pan-europeo.

A dispetto di tutti i dibattiti sulla crisi economica, la realtà è che il 2014 è stato un buon anno sui mercati finanziari. Il punto, dunque, è comprendere il ruolo delle aspettative nel determinare le performance. Un aspetto che alcuni investitori, a loro discapito, non considerano.

Il ruolo delle aspettative
Di fatto, i dati macro sono importanti sui mercati finanziari fino al punto in cui confermano le attese. Anche se è contro-intuitivo, brutti dati possono far sorgere aspettative positive. Ed è proprio quello che è accaduto nell’Eurozona nel 2014.

I mercati finanziari hanno accolto positivamente ogni indicatore di un indebolimento della congiuntura come una buona ragione per un intervento della Banca centrale europea (Bce) in un’ottica espansiva (ad esempio un Quantitative easing su larga scala). Questo è ancora più pressante ora che le speranze di una ripresa dell’inflazione grazie all’euro debole si sono affievolite per il crollo dei prezzi all’importazione (in particolare dell’energia).

Qe improbabile
Non importa come, ma i mercati finanziari si aspettano un altro Qe e finché rimarranno appesi a questa speranza, le valutazioni azionarie e del reddito fisso saliranno. Il rovescio della medaglia di convinzioni radicate come questa è che il rischio associato a una delusione è piuttosto alto. Guardando al 2015, i mercati stanno scommettendo pesantemente sull’intervento della Bce e, anche se le condizioni macro potrebbero peggiorare alimentando l’attesa, il Quantitative easing appare improbabile. Di conseguenza, se il Qe non si materializzerà, la discesa delle valutazioni nell’Eurozona sarà significativa, sulla delusione per il comportamento di Mario Draghi, presidente della Bce.

La mia opinione è che lui vorrebbe anche agire, ma necessita di una sorta di semaforo verde da Berlino. La Bce non avrebbe potuto fare quello che ha fatto finora senza una sorta di via libera da parte della Germania.

Titoli tedeschi in portafoglio
Se un investitore non è convinto del proseguimento del rialzo delle Borse europee nel 2015, forse può decidere di investire in un replicante a basso costo che espone ai titoli governativi tedeschi. Sia che la Bce faccia il Qe sia che non lo faccia può essere vantaggioso. Nel primo caso, l’istituto di Francoforte dovrà comunque acquistare asset in relazione al peso di ciascun paese e la Germania è favorita, nel secondo caso riemergerebbero i timori di una rottura dell’area euro e i Bund rappresenterebbero un porto-sicuro.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Jose Garcia-Zarate  is an ETF analyst with Morningstar UK.

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