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Etf a confronto: Msci World

Partendo dalle ricerche Morningstar, abbiamo messo a confronto i diversi replicanti specializzati sui mercati azionari internazionali.  

Valerio Baselli 20/10/2014 | 09:49
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Le valutazioni medie globali sono migliorate significativamente dall’inizio della crisi finanziaria e il rapporto prezzo-utili (p/e) lo dimostra chiaramente. Il p/e dell’indice Msci World ha viaggiato sulle montagne russe negli ultimi anni, passando dai 14,3 punti dell’aprile 2008 agli 8,4 di febbraio 2009, per poi risalire fino a toccare nuovi massimi intorno a 18 punti nel secondo trimestre 2014. Certo, si potrebbe sostenere che le politiche monetarie espansive abbiano gonfiato le quotazioni, ma questi livelli implicano anche una situazione macroeconomica in miglioramento.

Gli Stati Uniti, il mercato che più pesa nel benchmark, hanno vissuto una ripresa economica importante, tanto che la Federal Reserve sta chiudendo i rubinetti della liquidità. Uno dei fattori che hanno spinto il tapering della Banca centrale Usa è stato il miglioramento del mercato del lavoro, con un tasso di disoccupazione in discesa. Oltre a un più basso livello di indebitamento delle famiglie e un mercato immobiliare in recupero.

Nel frattempo, l’economia della zona euro continua a fare progressi, anche se più lentamente del previsto, nonostante l’allentamento della politica monetaria. Un problema è la persistente mancanza di driver di crescita nazionali. I salari che non aumentano e la necessità di alzare i livelli di risparmio per ridurre il debito delle famiglie hanno soffocato i consumi privati. Perciò la minaccia della deflazione comincia a farsi seria, nonostante la Bce abbia più volte assicurato che farà di tutto per far salire i prezzi.

La forza della ripresa economica del Regno Unito, invece, è stata sorprendentemente positiva, con una crescita del Pil nel secondo trimestre dello 0,9%, miglior risultato degli ultimi sette anni. Un andamento che si è dimostrato equilibrato e non semplicemente una combinazione di boom dei consumi e del settore immobiliare. Tuttavia, anche in UK preoccupa il calo del reddito disponibile delle famiglie, il che sottolinea l’importanza di una ripresa della crescita dei salari per sostenere la spesa dei consumatori.

L’indice
Con oltre 1.600 componenti di più di venti nazioni sviluppate del mondo, l’indice Msci World Total Return è stato ideato per replicare la performance del mercato azionario dei paesi sviluppati del mondo. Malgrado la dimensione enorme delle società nell'indice, nessun componente rappresenta più del 2% del suo valore. I paesi nel paniere totalizzano la metà del Pil mondiale. I titoli sono pesati sulla base della capitalizzazione del mercato corretta per il flottante. Dato che le aziende con pochi azionisti hanno un flottante limitato, gli aggiustamenti servono ad assicurare che la liquidità sottostante dei titoli sia superiore rispetto a una ponderazione basata sulla pura capitalizzazione. L’indice viene rivisto quattro volte l’anno. Attualmente, è fortemente influenzato dagli Stati Uniti, che rappresentano il 53% del valore dell'indice, seguiti dal Regno Unito e dal Giappone (10% ciascuno). A livello settoriale l’indice privilegia quello finanziario (20%), seguito dal comparto tecnologico (11%) e dai beni di consumo discrezionali (10%). I titoli più pesanti sono Apple, Exxon Mobil e Microsoft.

db x-trackers Msci World Trn Index
L’Etf db x-trackers Msci World utilizza il metodo sintetico. La controparte swap del fondo è Deutsche Bank. Invece di detenere i titoli effettivi nell’indice, come in un Etf a replica fisica, il fondo stipula un contratto con un emittente di swap che consegna il rendimento dell’indice (meno una commissione) in cambio del rendimento sul paniere collaterale del fondo, detenuto da una terza parte depositaria (State Street) e formato da azioni blue chip europee, americane e asiatiche. Qualora la controparte fosse inadempiente, c’è il rischio che il liquidatore o l’amministratore congeli il paniere collaterale, costringendo i detentori del fondo ad aspettare la restituzione dei propri asset. I livelli del collaterale sono inizialmente fissati al 105-120% del Nav del fondo, uno dei livelli più alti nel settore. La normativa Ucits stabilisce che gli strumenti derivati da ogni singola controparte non possono rappresentare più del 10% del Nav ma, in pratica, il fondo mantiene un’esposizione pari a zero per effetto della sovracollateralizzazione. db x-trackers non ricorre al prestito di titoli. L’Etf non distribuisce dividendi agli investitori.

Le commissioni totali annue (Ter) ammontano a 45 punti base.

iShares Msci World
iShares utilizza la tecnica di replica fisica per offrire la performance dell’indice. Tuttavia, al fine di limitare i costi di negoziazione e acquistare titoli liquidi, ricorre a pratiche chiamate di ottimizzazione. L’Etf detiene infatti circa la metà dei titoli presenti nel benchmark. iShares può effettuare il prestito titoli per un importo fino al 95% del valore patrimoniale netto (Nav) del fondo. Blackrock, società madre di iShares, gestisce il processo di prestito titoli. Il fondo condivide il 60% dei redditi generati attraverso il prestito di titoli con gli aderenti al fondo. Questa pratica comporta un rischio di controparte dato che il soggetto al quale i titoli vengono dati in prestito potrebbe fallire. Per minimizzarlo, l’emittente è tenuto a possedere un collaterale a garanzia con valore compreso tra il 102,5% e il 112% del prestito. La liquidità derivante dai dividendi delle azioni sottostanti viene trattenuta nel fondo fino al momento della distribuzione, che avviene su base trimestrale. Questa pratica può potenzialmente creare una differenza negativa tra i rendimenti, durante le fasi di mercato rialzista, visto che i dividendi non vengono reinvestiti nel fondo. Vale però anche il contrario.

Il Ter del fondo è pari allo 0,50%.

Lyxor Etf Msci World
L’Etf di Lyxor usa il metodo sintetico (o swap based) per replicare la performance dell’indice. La controparte è quasi sempre Société Générale, capogruppo di Lyxor. Nel caso di controparte terza, SocGen garantisce lo swap, fornendo un ulteriore livello di protezione per gli investitori. Secondo la normativa Ucits III, l’esposizione individuale al rischio di controparte è limitata al 10% del Nav del fondo in qualsiasi momento. Detto ciò, Lyxor azzera lo swap (e con esso l’esposizione) quando il rischio di controparte raggiunge il 5-7% del Nav. In più, attualmente non effettua operazioni di prestito titoli, il che aiuta a minimizzare il rischio complessivo. La liquidità derivante dai dividendi delle azioni sottostanti viene trattenuta nel fondo fino al momento della distribuzione, che avviene su base annuale.

Il Ter del fondo è pari allo 0,45%.

Alternative
Altri Etf (non ancora coperti dalla ricerca Morningstar) che replicano l’indice Msci World disponibili in Italia sono: Amundi Etf Msci World, Source Msci World Etf e Ubs-Etf Msci World

 

 

 

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.