Usa-Cina, una nuova guerra fredda?

L’escalation della crisi commerciale fra i due paesi, dicono gli analisti di Morningstar, sta portando a rapporti sempre più tesi anche sul fronte politico. Il mercato, intanto, valuta l’impatto economico della situazione e cerca opportunità di investimento.

Marco Caprotti 28/11/2018 | 00:09

E se le tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina si trasformassero in una nuova edizione della guerra fredda? L’ipotesi è stata avanzata dagli analisti di Morningstrar nella nuova edizione del China Diagnostic, il report trimestale che fotografa l’andamento della prima economia emergente mondiale.

Cosa dicono gli Usa
Il ragionamento parte dal deterioramento dei rapporti fra i due paesi registrati negli ultimi mesi. Se ne è avuta una prova durante il recente discorso del vicepresidente Usa, Mike Pence, allo Hudson Institute (think tank statunitense di orientamento conservatore) in cui ha sottolineato, con toni bruschi, le preoccupazioni dell’amministrazione americana riguardo alla Cina, facendo riferimento a elementi come l’interferenza nelle elezioni Usa, i cyberattacchi, gli aiuti di stato alle aziende e il furto di tecnologia americana. “Il linguaggio, secondo noi, era studiato per fare colpo sui politici cinesi, abituati a uno stile più soft e paludato”, spiega il report preparato dal China Economic Committe di Morningstar. “Il discorso di Pence è andato al di là delle questioni legate ai commerci. In particolare ha parlato della politica industriale della Cina, dei progressi fatti in alcuni ambiti tecnologici come la robotica e l’intelligenza artificiale che hanno spostato la questione su altri campi rispetto a quello meramente commerciale”. Gli Stati Uniti, insomma, dicono che la Cina sta perseguendo la sua politica industriale attaverso mezzi illegitimi, incluso il furto della proprietà intellettuale.

Cosa dice la Cina
C’è poi la posizione della Cina. “Pechino considera l’atteggiamento americano come un tentativo di frenare la sua crescita economica e la sua maggiore influenza geopolitica, ormai considerata da molti pari a quella Usa”, dice lo studio. “Pence, in questo senso ha buttato benzina sul fuoco quando ha citato Taiwan come modello politico e ha denigrato le riforme della Cina bollandole come chiacchiere”.

Le posizioni fra i due paesi, insomma, sembrano inconciliabili. La Cina non vuole presentare una lista di concessioni agli Usa a meno che non possa farlo con uno dei massimi rappresentanti dell’amministrazione Usa. Il presidente Donald Trump, da parte sua, non sembra sentirci da questo orecchio.

Cosa dice il mercato
Nel frattempo, il mercato cerca di capire quale potrebbe essere l’impatto delle tariffe doganali sull’andamento dei due paesi. Il Fondo monetario internazionale, ad esempio, ha abbassato le previsioni di crescita per entrambe le country dello 0,2% nel 2019. Le previsioni sono in linea con quelle degli analisti di Morningstar. “Tuttavia nel medio e lungo periodo l’effetto potrebbe essere maggiore”, spiega lo studio. “Bisognerà vedere quale sarà l’impatto sulle aziende e sui livelli occupazionali dei settori più convolti”.

L’escalation della guerra commerciale fra Usa e Cina e l’impatto economico
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In questo quadro, gli analisti di Morningstar continuano a vedere delle opportunità in alcuni settori e titoli cinesi. “Il comparto finanziario cinese potrebbe vedere un rallentamento nell’erogazione dei prestiti. Questa situazione, tuttavia, potrebbe essere mitigata da un alleggerimento delle pressioni da parte del governo sul fronte dei requisiti patrimoniali che potrebbero diventare meno stringenti dando maggior libertà di manovra agli istituti”, spiega lo studio. “Il segmento dei beni di consumo discrezionali potrebbe registrare una diminuzione degli acquisti. In questo caso la situazione potrebbe migliorare grazie ad alcuni incentivi fiscali che aiuteranno il sentiment degli acquirenti”. Il futuro del comparto industriale è più complesso. “Da una parte c’è stato un rallentamento dell’attività nel settore manifatturiero”, dice il report. “Dall’altra, si è notato un aumento del traffico portuale, sia per quanto riguarda le merci in partenza che quelle in arrivo”.

Nella tabella sottostante sono elencati i fondi specializzati sulla Cina con Analyst rating e la loro esposizione netta ai comparti finanziario, beni di consumo discresionali e industriale.

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Nella tabella seguente sono raccolte alcune delle Best Idea degli analisti di Morningstar sull’equity cinese.

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L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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